Milano

Le nuove regole sullo smart working, sanzioni anche alle piccole e medie imprese

In Lombardia sono circa 700mila a usufruire del 'lavoro agile' in varie modalità. E aumentano anche le preoccupazioni per la crisi energetica internazionale

Nuove regole per il lavoro agile: da oggi tutte le aziende, anche le piccole, saranno obbligate a trasmettere ai lavoratori e ai rappresentanti per la sicurezza l'informativa scritta sugli obblighi in materia di sicurezza e salute. In caso contrario si rischiano multe e non solo. “C'è il rischio dell'arresto dai due ai quattro mesi e di multe fino a 7500 euro anche per le Pmi. era in vigore già dal 2017 ma restavano escluse le piccole e medie imprese, mentre dalla legge 34/2026 le sanzioni valgono anche per loro”, spiega Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione Adapt

In Lombardia sono circa 700mila i lavoratori che usufruiscono dello smart working in varie modalità, di cui oltre 234mila nella sola area metropolitana di Milano. E con la crisi energetica legata alla guerra in Iran si torna a prospettare un utilizzo più ampio del lavoro agile. Come nel periodo della pandemia, ma questa volta con l'obiettivo di risparmiare risorse tagliando gli spostamenti.

"Il concetto di fondo è che lo smart working non sta diventando un vero modello organizzativo nuovo - aggiunge Seghezzi -, lo utilizziamo nei momenti di emergenza, poi pian piano si torna indietro, alla normalità pre-smart wokring, e poi alla prossima emergenza ci ricordiamo che potrebbe essere utile. Non so se questo modello funziona, di certo aiuta nel momento emergenziale. il fatto che però non diventi strutturale secondo me è un problema".