Non si ferma la protesta dei pescatori marchigiani

Sono tornati di nuovo compatti a ormeggiare le barche. Niente più uscite quindi, almeno fino a domani pomeriggio, quando i rappresentanti delle marinerie torneranno a riunirsi a Civitanova

Non si ferma la protesta dei pescatori marchigiani
TGR Marche
Pescherecci

Non si ferma la protesta contro il caro-gasolio dei pescatori marchigiani, che sono tornati di nuovo compatti a ormeggiare le barche. Niente più uscite quindi, almeno fino a domani pomeriggio, quando i rappresentanti delle marinerie torneranno a riunirsi a Civitanova per decidere i nuovi passi. A tornare sulla decisione di uscire almeno due volte in mare sono stati gli anconetani, per non far ingolfare il mercato di pesce congelato e pressati dai commercianti. Lavorando un giorno però si sono resi conto che erano comunque in perdita, nonostante l'aumento del prezzo della merce, legato alla terza settimana di sciopero. Il costo del carburante per i marinai, a quota un euro e 20 al litro, è diventato insostenibile. "Già quando supera gli 80 centesimi pescare diventa entieconomico" spiega l'associazione dei produttori pesca di Ancona. La crisi investe tutta Italia: le marinerie, al 99%, sono in sciopero. L'ideale per loro sarebbe riuscire a calmierare il costo a 50/60 centesimi, mentre è in discussione al parlamento europeo un fermo bellico di emergenza che darebbe un sostegno al comparto per lo stop provocato dagli effetti della guerra in ucraina