Il femminicidio

Il codice rosso scattato dopo la denuncia per maltrattamenti

"Mi ero raccomandata che facesse attenzione, particolarmente quando il marito chiedeva di vedere il figlio, affinché si incontrassero sempre in pubblico" dice l'avvocata Laura Rampioni, legale di Anastasiia Alashr

Il codice rosso scattato dopo la denuncia per maltrattamenti
TGR Marche
Carabinieri al lavoro

"Per l'esperienza che ho maturato nei casi di maltrattamenti e stalking, quella di Anastasiia era una situazione pericolosa. Mi ero raccomandata che facesse attenzione, particolarmente quando il marito chiedeva di vedere il figlio, affinché si incontrassero sempre in pubblico". A parlare è l'avvocata Laura Rampioni legale di Anastasiia Alashri, 23 anni, profuga ucraina uccisa a coltellate a Fano dal marito, dal quale si stava separando. La 23enne, fuggita da Kiev lo scorso marzo insieme al coniuge 42enne, con doppia cittadinanza egiziana e ucraina, e al figlioletto di 2 anni, l'11 novembre scorso aveva denunciato per maltrattamenti - botte e vessazioni per motivi di gelosia - l'uomo che l'ha uccisa nell'ex casa coniugale. La denuncia aveva fatto scattare la procedura di Codice rosso con segnalazione alla Procura che, per tutelare la vittima di vessazioni che prescrive di evitare contatti con l'autore dei soprusi, come i carabinieri avevano spiegato ad Anastasiia. "Le avevo detto che non poteva stare da sola - ha raccontato ancora l'avvocata Rampioni - doveva sempre essere accompagnata da qualcuno tanto che venerdì, alle 20:30, mi sono offerta io di portarla in macchina al lavoro presso il ristorante". Domenica, invece, la svolta tragica con l'ennesimo femminicidio. La 23enne era andata a riprendersi dei vestiti, ma non aveva le chiavi, e per questo aveva chiamato il marito. Poi era scomparsa.