Femminicidio

Resta in carcere il marito di Anastasiia Alashri

E' stato convalidato il fermo dell'uomo accusato di aver accoltellato a morte la moglie. E' rinchiuso nell'istituto penitenziario di Bologna

Resta in carcere il marito di Anastasiia Alashri
TGR Marche

I fermi cui era sottoposto erano due: uno per maltrattamenti e uno per omicidio volontario. Entrambe le misure sono state convalidate dal gip di Bologna. Per Moustafa Alashri è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Il 42enne di origine egiziana è accusato di aver ucciso la moglie Anastasiia, 23 anni, ucraina arrivata a Fano in fuga dalla guerra lo scorso marzo, scappando da Kiev insieme al marito e al bambino di due anni, figlio della coppia. 

Quarantotto ore prima del ritrovamento del cadavere, avvenuto lunedì, Anastasiia si era rivolta ai militari per denunciare le violenze a cui era sottoposta da tempo.  L'uomo è stato interrogato nel carcere di Bologna e, da quanto si è appreso, avrebbe confermato che ci sarebbe stato un litigio con la giovane donna, perché lei gli aveva confermato di volersi separare. Ad occuparsi dell'accusa è stato il pm bolognese Giampiero Nascimbeni, che nei prossimi giorni trasmetterà il fascicolo alla procura di Pesaro, che ha la competenza territoriale sull'omicidio. Alashri avrebbe accoltellato la moglie nell'abitazione della coppia, al centro di Fano, dove lei era andata a ritirare alcuni effetti personali, poi l'ha abbandonata in una valigia, all'interno di un terreno agricolo in periferia.