Terremoto nelle Marche. La scossa più forte 5.5

L'epicentro al largo di Marotta. Il capo della Protezione civile Curcio: non si registrano criticità. E' in atto uno sciame sismico, 65 le scosse finora registrate

Terremoto nelle Marche. La scossa più forte 5.5
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"Non si registrano criticità puntuali" nelle zone delle Marche dove è stato più forte il terremoto di questa mattina. Lo ha detto il capo della
Protezione Civile, Fabrizio Curcio che  ha confermato che con il valore dell'evento a mare non ci sono state situazioni di tsunami, c'è stata solo una
informazione ai paesi limitrofi, come è previsto a livello internazionale. Le province più colpite Pesaro e Ancona, con le città di Fano, Marotta che sono sulla costa, davanti all'epicentro.  Per ora non si registrano feriti. Tanta la paura, le persone si sono riversate in strada. Danni agli edifici: crollo di cornicioni, intonaco, ascensori bloccati. Oltre mille le chiamate arrivate al 112. Sgombero in via precauzionale della Casa di cura Villa Igea ad Ancona. Parziali crolli alla stazione di Ancona ai sottopassi e alle colonne di sostentamento delle tettoie tra i binari. Scuole chiuse nelle zone colpite dal sisma, ma anche in gran parte  della regione. Si è attivata  la macchina operativa di Protezione civile e vigli del fuoco per le verifiche agli edifici. Restano bloccati alcuni treni sulla tratta ferroviaria adriatica per verifiche tecniche della linea. .
E' in essere uno sciame sismico: l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.)  dopo la prima scossa di magnitudo 5.5 delle ore 7,07, ha localizzato altri 64 terremoti. Di questi, uno è stato di magnitudo 5.2 (alle ore 7.08), uno di magnitudo 4.0 alle ore 7.12,  nove sono stati compresi tra  3.0 e 4.0, quarantuno magnitudo compresa tra 2.0 e 3.0, dodici eventi hanno avuto magnitudo minore di 2.0.

Ad Ancona  in mattinata è stata interdetta la circolazione per le verifiche ad uno stabile, in corso Carlo Alberto, nel tratto tra via Vinicio Rossi e la rotatoria (quella dell'incrocio con via Marconi e via De Gasperi). Il traffico al momento è deviato su via Pergolesi. Dieci le famiglie sfollate anconetane che vengono accolte presso il Palarossini, dove sono stati allestiti 25 posti.  Sempre ad Ancona, dopo i controlli da parte dei Vigili del fuoco , alle 11 è ripresa l'attività della casa di cura Villa Igea, lo comunica il direttore Fausto Mannucci. Intanto negli ospedali, dove non ci sono danni rilevanti, si segnalano decine di accessi al pronto soccorso per crisi di panico. La sindaca Valeria Mancinelli comunica che dalle verifiche tecniche fatte finora non risultano danni strutturali seri nelle strutture di competenza comunale. Gli accertamenti dovrebbero essere completati entro la giornata di domani.

La Prefettura di Ancona ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi, presso la Sala Operativa Unificata della Regione, d'intesa con il Servizio di Protezione Civile della Regione Marche per l'esame degli interventi necessari a verificare le conseguenze del movimento tellurico che ha colpito la costa marchigiana. Del Centro Coordinamento Soccorsi fanno parte la Protezione civile della Regione Marche, la Provincia di Ancona, la Questura, il Comando provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, la Polizia Stradale di Ancona, la Capitaneria di Porto, il Gruppo Carabinieri Forestale di Ancona, il Servizio Emergenza territoriale 118, ANAS, Autostrade per l'Italia, Rfi e Anci Marche, con la partecipazione dei Comuni di Ancona, Fabriano, Falconara Marittima, Jesi, Montemarciano, Numana, Osimo
Senigallia e Sirolo. E' stata attivata la Sala Operativa Integrata per la provincia di Ancona in stretto contatto con la Soup e le attività di monitoraggio proseguono  

Anche a Pesaro, dove una palazzina è stata dichiarata non agibile,  ci sono quattro famiglie sfollate: due si sono organizzate per conto proprio, per le altre due si sta cercando una sistemazione.   

Dalle 11.50 è ripresa la circolazione ferroviaria sulle linee Adriatica, Ancona-Roma e Rimini-Ravenna, sospesa via precauzionale dalle ore 7.15 a seguito della scossa di terremoto che ha interessato la zona. La circolazione - si legge in una nota di Rfi - è stata riattivata dopo i controlli previsti dalle normative di sicurezza sullo stato della linea da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana.

Scuole - Dopo le chiusure odierne in quasi tutta la regione, domani le scuole resteranno chiuse ad Ancona, Pesaro, Fano, Senigallia. Dopo il completamento delle verifiche riapriranno invece a Macerata, Urbino, Jesi. Chiuse anche le Università in via precauzionale. A Pesaro, per teatri, biblioteche, palestre e altri luoghi pubblici, al momento chiusi, si procederà alla riapertura solo dopo le verifiche in corso.

L'arcivescovo di Ancona-Osimo mons. Angelo Spina, ha disposto la chiusura di tutte le chiese dell'arcidiocesi per le prossime 24 ore a scopo cautelativo. Distacchi di stucchi e lesioni in alcune chiese nella zona di Senigallia e Pesaro. E' la segnalazione del presidente della Conferenza episcopale marchigiana mons Nazareno Marconi.
Anche le Caritas sono in pre allarme e collaborano alle verifiche sulle loro strutture e per eventuali necessità di assistenza alla popolazione.
Anche papa Francesco ha chiesto notizie e garantito la sua vicinanza alla popolazione colpita prima dall'alluvione ed ora dal terremoto.

Il commissario straordinario per il sisma 2016 Giovanni Legnini scrive in una nota: "Esprimo la mia vicinanza ai cittadini, ai sindaci, al governo della Regione Marche, ancora una volta interessata da un forte sisma, che per fortuna non ha avuto conseguenze per la popolazione e prodotto apparentemente solo danni lievi. Aspettiamo gli accertamenti, ancora in corso, anche nelle aree già colpite dal sisma del 2016. Non c'era bisogno di questo nuovo evento per ricordarci che le Marche, come le aree interne dell'Appennino e molte altre del Paese, sono caratterizzate da un rischio sismico elevato, che richiede il massimo sforzo sulla prevenzione". "Con la ricostruzione dopo il terremoto del 2016 - dice Legnini - stiamo restituendo ai cittadini case e strutture pubbliche sicure, ma dobbiamo pensare anche alla messa in sicurezza degli edifici che allora non furono danneggiati, molti dei quali hanno caratteristiche di forte vulnerabilità. Serve un approccio sistemico, che non si limiti alla riparazione dei danni, ma che punti alla riduzione del rischio, anche riorientando a questo fine il superbonus 110% e l'intero sistema delle detrazioni fiscali sull'edilizia".