La lontra torna nelle Marche a 40 anni dall'estinzione, è un'indicatore di qualità ambientale

Il mustelide è arrivato nelle acque del fiume Tronto dall'Abruzzo. Ad accertarne la presenza il Wwf e i ricercatori dell'università del Molise, impegnati in un progetto di conservazione della specie messa a rischio dall'inquinamento dei bacini idrici

La lontra torna nelle Marche a 40 anni dall'estinzione, è un'indicatore di qualità ambientale
Wwf
La lontra è un'indicatore della qualità delle acque dei fiumi

È uno dei mammiferi più rari in Europa ed è famosa per la sua abilità nella pesca e per la lunga coda, che le consente di nuotare velocemente. La lontra è una delle specie sotto osservazione dal Wwf. L'università  del Molise, che ha monitorato 35 bacini idrografici in Italia, ne ha accertato la presenza lungo il fiume Tronto dopo 40 anni di assenza.

Gli esemplari che hanno scelto il Tronto come nuovo habitat, arrivano dall'Abruzzo da una colonia che popola da anni nel fiume Vomano, alla ricerca di nuovi territori. La specie nel centro Italia ha ancora numeri ridotti e non ha allontanato la minaccia dell'estinzione. Il maggior pericolo è il rischio di investimento negli attraversamenti stradali negli spostamenti per la ricerca di territori. La presenza della lontra è un importante indicatore ambientale, perché la sua presenza testimonia la qualità dell'acquà.

Questa specie oltre a essere collegata alla salute dei fiumi è importante per il riequilibrio degli ecosistemi naturali: la lontra seleziona gli individui più deboli e malati, migliorando geneticamente le specie predate.

 

 

La lontra torna nel bacino del fiume Tronto WWF
La lontra torna nel bacino del fiume Tronto

Nel servizio l'intervista a Jacopo Angelini, membro del comitato scientifico biodiversità Wwf Marche e referente del progetto lontra Wwf