Operazione Olive, 80 anni fa dalla Marche l'offensiva sulla Linea Gotica

L'VIII Armata britannica a guidare le operazioni. La visita di Churchill a Montemaggiore al Metauro e gli ebrei salvati a Mombaroccio. Lo speciale della TGR

Trecento chilometri di fortificazioni, da Pesaro nelle Marche a Massa in Toscana, attraverso l'Appennino. La Linea Gotica per sbarrare la strada verso il Nord: così i tedeschi volevano fermare l'avanzata alleata per liberare l'Italia.

Il 25 agosto 1944 prese il via dal versante adriatico l'Operazione Olive, l'offensiva per sfondare la barriera. Prese il nome da Oliver Leese, il comandante dell'VIII armata, che coordinò le operazioni. Sul campo di battaglia vennero impegnati i contingenti canadese, polacco e indiano

Il tracciato della Gotica
Il tracciato della Gotica (TGR)

 

Ma per arrivare sulla Linea Gotica gli Alleati dovevano prima occupare quella del Metauro, poco più a sud, ancora controllata dai tedeschi. Un attacco cruciale per l'esito della Seconda Guerra Mondiale, al punto che nelle Marche arrivò il premier britannico Winston Churchill

Il 26 agosto, il giorno dopo l'inizio dell'offensiva, si recò a Montemaggiore al Metauro per osservare dalle colline i movimenti delle truppe. E lì c'è un museo a lui intitolato. 

Guarda il servizio di Samuele Sabatini sul Museo Churchill, con l'intervista alla direttrice, Marta Marchetti. Montaggio di Davide Lupi

 

Giorni di scontri durissimi. Il 2 settembre gli Alleati giunsero sul Foglia, liberando Pesaro. La Linea gotica che cominciò a cedere, sulla costa come nell'entroterra. A Casinina di Sassocorvaro Auditore il Museo storico della Linea Gotica ricostruisce i movimenti sul fronte e le battaglie, custodendo mezzi e reperti militari. Con un messaggio forte: mai più guerre. 

Nel video, l'intervista di Damiano Fedeli al fondatore del museo Giovanni Tiberi

 

La guerra che passò anche a Mombaroccio, dove nel 1943 era arrivato Alfredo Sarano con i suoi cari, ebrei di Milano fuggiti dalle deportazioni al Nord. Fu accolto da una famiglia di contadini, i Ciaffoni. Nei giorni in cui transitò il fronte furono portati in un altro casolare, più sicuro. Poi da lì al convento del Beato Sante, protetti dai francescani e risparmiati d Erich Eder, il comandante tedesco in zona. Storie di coraggio e umanità in un periodo terribile. 

Nel video, il servizio di Matteo Tacconi con l'intervista a Evelina Ciaffoni. Montaggio di Mirko Menghini