Il dibattito sulle infrastrutture

Confindustria: "La ferrovia va arretrata fino ad Ancona"

Per l'associazione degli industriali non è sufficiente lo spostamento dell'asse ferroviario tra Pesaro e Fano. Il presidente Bocchini: "Alta velocità cruciale per lo sviluppo. Necessario allontanare il traffico merci dalle città"

Insiste Confindustria Ancona: il progetto di arretramento della ferrovia adriatica non deve fermarsi al nord della regione, ma deve essere esteso fino al capoluogo, lungo il tracciato dell'autostrada A14. L'associazione degli industriali ha firmato un accordo con Università Politecnica delle Marche, ISTAO e Ordine degli Ingegneri per elaborare uno studio, sia su un'ipotesi di percorso, sia sulle ricadute economiche e ambientali di un progetto che portasse l'alta velocità fino ad Ancona. "Inutile lamentarsi se le Marche non crescono - dice il presidente Pierluigi Bocchini. - Per invertire la tendenza dobbiamo entrare nei grandi circuiti di collegamento italiani ed europei".

Le motivazioni del piano da 1,8 miliardi per arretrare l'asse ferroviario a Pesaro e Fano, sul quale il ministro delle infrastrutture Giovannini ha dato ampie rassicurazioni, sarebbero altrettanto valide per il tratto anconetano, secondo Bocchini: liberare le città costiere dai binari in vista dell'aumento del traffico merci, ridurre i tempi di percorrenza. E in più, favorire le sinergie tra porto, aeroporto e interporto. Bocchini fa sapere di aver ricevuto aperture dal ministro, oltre al pieno appoggio della Regione. Segnali meno entusiasti, invece, sono arrivati dal comune di Ancona.