Palombina, divieti di balneazione e spiaggia a singhiozzo

La rabbia dei titolari degli stabilimenti per lo sversamento di acque reflue in mare: "Servono soluzioni strutturali". Allo studio dei due comuni interessati, Ancona e Falconara, vasche di raccolta

La spiaggia che si svuota e gli scolmatori che vengono aperti. Storia vecchia, quella di Palombina. Annapaola lavora da quarant'anni sul litorale a nord di Ancona e non nasconde la rabbia di fronte al periodico divieto di balneazione che scatta quando vengono sversate in mare le acque delle fogne.

“Già di prima mattina la gente telefona per chiedere se il divieto di balneazione è finito”, ci racconta. Quel divieto di solito dura 72 ore. Controlli e via libera dell'Arpam. Ma intanto le famiglie se ne vanno. 

I progetti sono allo studio. A Falconara, comune a cui fa capo Palombina vecchia, si prevedono già due vasche di raccolta per le acque reflue da collocare fuori dal centro. Ad Ancona, comune in cui rientra Palombina nuova, si sta ancora valutando un sistema di vasche e sottovasche. “Bisogna fare qualcosa”, dicono i gestori degli stabilimenti.

"Non siamo i soli a subire gli sversamenti in Italia e all'estero, e c'è sicuramente un problema di fondi. Ma serve un progetto per il futuro di questo luogo".