Ricostruzione post sisma, manca il 60% dei progetti

La relazione annuale del commissario Legnini: "Percorso in fase matura, senza aumento dei prezzi e saturazione del mercato saremmo ancora più avanti. Accelerare sui piani attuativi"

Nelle Marche manca ancora all'appello quasi il 60 per cento delle domande di ricostruzione attese: su 31 mila edifici privati da ricostruire, le pratiche presentate finora sono 12.700. E' il quadro che emerge dal rapporto annuale sulla ricostruzione del Centro Italia presentato dalla struttura commissariale. Una ricostruzione - sottolinea il commissario Giovanni Legnini - che sta prendendo quota: 7.600 cantieri conclusi nelle quattro regioni, 10 mila quelli che si sono aperti negli ultimi due anni. Risultati positivi, per il commissario, nonostante gli ostacoli emersi negli ultimi anni.

Nel conto dei progetti ancora da presentare rientrano, peraltro, quelli nei centri storici e nelle frazioni più colpite, da ricostruire completamente: in mancanza dei piani urbanistici attuativi e i piani straordinari non si può procedere con la progettazione. Su questo fronte il quadro nel cratere non è omogeneo.

Tenuto conto degli aumenti dei prezzi dei materiali, il costo totale della ricostruzione pubblica e privata arriverà a 30 miliardi, dice Legnini, che sul futuro della gestione commissariale - in scadenza il 31 dicembre - precisa: deciderà il prossimo governo.