Sempre più giovani vittime di "sextortion", estorsione sessuale via web

Adolescenti prima scambiano immagini intime con sconosciuti, che credono coetanei; poi subiscono ricatti sotto la minaccia di diffusione di foto e video. Un reato cibernetico sul quale la Polizia postale invita le famiglie a tenere la guardia alta

Tutto inizia con qualche "like" e commenti di apprezzamento a foto pubblicate sulle reti sociali, poi arriva la richiesta di conversazione in privato. Da una parte giovanissimi, nemmeno maggiorenni; dall'altra adulti che spesso si fingono loro coetanei. 
E quello che sembra un corteggiamento, quasi un gioco, si può trasformare in un incubo.
Perché le richieste si fanno sempre più spinte ed esplicite: si chiedono immagini intime e, dopo che la vittima "cade" nella rete, scatta il ricatto,  con la minaccia di inviare foto e video ad amici e parenti, o di renderle addirittura pubbliche. 
Si chiama "sextortion", termine inglese che indica l'estorsione su base sessuale, la nuova frontiera dei reati cibernetici. Un fenomeno giudicato in crescita e che coinvolge minori, per lo più di età compresa tra i 15 e i 17 anni, ma anche più piccoli.
Per questo la Polizia di stato invita a tenere alta la guardia e a denunciare il ricatto, come qualsiasi altro crimine informatico, anche tramite il sito www.commissariatodips.it. 

Nel servizio, i consigli alle famiglie di Daniele De Martino, dirigente compartimento della Polizia Postale di Roma.