Civitanova tra crescita e crepe sul fronte sicurezza

Controlli rafforzati dopo l'omicidio sul lungomare. Per i cittadini, risse e spaccio sono aumentati. "Le istituzioni saranno risposte", dice il prefetto

Controlli rafforzati dopo l'omicidio sul lungomare. Per i cittadini, risse e spaccio sono aumentati. "Le istituzioni saranno risposte", dice il prefetto. 

Poca voglia di parlare tra chi lavora negli stabilimenti e nei ristoranti del Lungomare sud. Chi c'era non ha fatto in tempo a vedere l'omicidio di lunedì sera. In tanti però descrivono una situazione difficile per la città, votata al turismo e al divertimento, cresciuta molto negli ultimi anni, raggiunta da nord, da sud e da fuori regione. Per  qualcuno è una piccola Rimini con problemi crescenti di risse e spaccio.
Problemi che rispecchiano bene quanto accaduto lunedì sera quando Rachid Amri, 30 anni, è stato accoltellato a morte per debiti di droga da Said Haithem, parente ventiseienne in stato di fermo dopo aver ammesso i fatti. 

Tutto a una decina di giorni di distanza dall'omicidio, molto diverso per dinamiche e contesto, di Alika ogorchukwu. Per entrambi i fatti, tragici, dice il prefetto di Macerata Flavio Ferdani, c'è stata però una risposta coordinata e riuscita. "Credo che a questo punto - dice il prefetto ai nostri microfoni - le istituzioni, come hanno sempre fatto, debbano dare una risposta assoluta sul piano della sicurezza". 

Da ieri sera, anche su richiesta del sindaco Fabrizio Ciarapica, sono stati intensificati i controlli e richieste risorse straordinarie al Ministero dell'Interno.