Vendemmia precoce, preoccupazione dei viticoltori

Dopo due anni di pandemia, con rimanenze di vino invenduto e l'aumento dei prezzi delle materie prime, viticoltori preoccupati per la tenuta dei prezzi. Lo sottolinea la Confederazione italiana agricoltori che prevede un'annata in calo del 10%

Le temperature elevate e la siccità hanno portato in tutta la regione a una vendemmia anticipata. Anche nel Piceno è partita la raccolta tra i filari. La Cia provinciale di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata traccia una prima previsione.  La produzione sarà simile a quella dell'anno scorso, probabilmente un 10% in meno nelle varietà precoci che più di tutte hanno risentito l'innalzamento della colonnina di mercurio, con uve che risultano essere particolarmente ricche di aromi. Dunque vini di buona qualità, in grado di invecchiare molto a lungo. Le piogge avute nei primi giorni di agosto hanno favorito una grande crescita delle uve, migliorando le rese previste soprattutto nelle varietà a raccolta tardiva. 


"Dal punto di vista qualitativo - spiega l'enologo Matteo Lupi - soltanto lo scorso mese si pensava di ottenere delle uve cotte dal sole per via dei 40 gradi sfiorati per più giorni consecutivi, tuttavia le viti si sono dimostrate ancora una volta delle piante che hanno all'interno del loro corredo genetico gli strumenti adeguati per resistere a delle temperature elevate". Nella maggioranza dei casi si notano porzioni di vigneto ingiallite, sinonimo della messa in campo di sistemi per la difesa dal caldo e stress idrico e le cui uve risultano essere particolarmente ricche di aromi.