Aeroporto delle marche, cambio al vertice

Abbiamo incontrato Carmine Bassetti, per ripercorrere gli anni, non facili, del suo mandato giunto al termine. Chiamato per ristrutturare l'azienda, lo ha dovuto fare nel mezzo di una pandemia costata a livello nazionale 2 miliardi di euro al settore

Vendita dell'aeroporto da parte del fondo Njord partners? Visto il potenziale e vista la ristrutturazione fatta, trovare un acquirente interessato potrebbe essere un buon affare, oppure un'eventuale vendita limiterebbe eventuali danni futuri. Punti di vista, insomma. 

Quello che è certo, è che l'aeroporto delle Marche, più snello quanto a personale, con alcune nuove rotte in arrivo e soprattutto, uscito dalla pandemia, oggi si trova - dice l'amministratore uscente -  in una condizione migliore di conti rispetto al momento del suo arrivo. E questo nonostante tutto quello che è successo nel frattempo: dal blocco per covid di tutti i voli a marzo del 2020 alla trasformazione del Sanzio in centro per i tamponi. Un contesto generale che a tutti gli scali aeroportuali italiani è costato complessivamente circa 2 miliardi euro di perdite.
Ora, fuori dalla pandemia, restano i nodi di guerra e  caro energia.

Ad Alexander D'Orsogna, italo americano di 47 anni con un master in business administration e una forte vocazione commerciale, il compito di superare la congiuntura energetica e mettere insieme le esigenze di redditività del fondo con le strategie turistiche regionali per attirare vettori internazionali, capaci di rendere l'aeroporto il cuore di un rilancio turistico su scala mondiale. Riprendendo cioè il cammino da quel 2020 che doveva essere l'anno delle Marche, seconda miglior destinazione al mondo consigliata dalla storica guida turistica Lonely planet.