La nuova giunta dopo il voto

L'elezione in Parlamento di tre assessori regionali comporterà un inevitabile rimpasto nella squadra degli assessori. L'accordo sembrava già raggiunto, ma il ridimensionamento della Lega ha cambiato gli scenari.

L'obiettivo del presidente Francesco Acquaroli è chiudere la questione nuova giunta in una settimana, massimo dieci giorni. La tornata elettorale, com'era ampiamente prevedibile, ha portato all'elezione in Parlamento di tre assessori: il leghista Mirco Carloni, che aveva le deleghe allo sviluppo economico, Guido Castelli di Fratelli d'Italia, assessore al bilancio e alla ricostruzione post sisma, l'altra leghista, Giorgia Latini, assessora alla cultura.
Il punto di partenza per definire la nuova squadra è che lo schema non cambierà nonostante il crollo del Carroccio passato dal 22% di due anni fa a meno dell'8% nell'ultima tornata elettorale. Quindi, tre assessori alla Lega e due a Fratelli d'Italia, oltre alla conferma di Stefano Aguzzi per Forza Italia. "Pacta sunt servanda", i patti devono essere mantenuti, ha riassunto il capogruppo di Fratelli d'Italia, Carlo Ciccioli, quasi a spegnere ogni possibile tentazione di ridurre il peso dell'alleato uscito male dalle urne. Lo stesso Ciccioli che ora punta a un ruolo in giunta regionale. Per lui si dovrebbe aprire la posizione di assessore al Bilancio fin qui ricoperta da Castelli. Tuttavia senza le deleghe alla ricostruzione che verrebbero assunte direttamente al presidente Acquaroli. Una scelta che risponderebbe anche alla logica di guardare al superamento del ruolo del commissario straordinario, Giovanni Legnini, per riportare la gestione del post sisma in capo alle Regioni coinvolte.
Più complicata la gestione dei posti in giunta in quota Lega. Qui l'unica certezza, al momento, è la conferma di Filippo Saltamartini alla Sanità. Il risultato deludente del Carroccio alle elezioni politiche ha fatto sì che il deputato uscente, Mauro Lucentini, non sia riuscito a ottenere il terzo posto utile nel proporzionale al Senato, andato al Movimento 5 Stelle. Ora il parlamentare fermano potrebbe aspirare a sostituire Carloni come assessore allo Sviluppo economico; un posto che fino a prima delle elezioni era stato promesso al consigliere regionale Andrea Antonini. 
Per l'assessorato alla Cultura, invece, in corsa ci sono Daniela Tisi, candidata non eletta della Lega alle ultime regionali ed esperta di beni culturali, e Chiara Biondi, consigliera regionale di Fabriano.
Le variabili su cui il centrodestra sta ragionando sono due: la necessità di mantenere almeno una quota rosa - la scarsa presenza femminile è stata spesso criticata in questi due anni - e l'equilibrio territoriale. Ciccioli andrebbe a colmare il vuoto di rappresentanza della provincia di Ancona in giunta. Tisi è fermana come Lucentini, quindi l'una escluderebbe l'altro. L'ascolano, senza Castelli e Latini, punta su Antonini per non restare senza assessori. Mentre il territorio di Pesaro sarebbe comunque rappresentato da Aguzzi e Baldelli. Per il maceratese, resterebbe Saltamartini.