Tartufo: Marche leader nella produzione

Le Marche sono leader nazionale per numero di cercatori tesserati, con una produzione di 50 tonnellate e un indotto di 10 milioni di euro. A scovarlo sono i cani, anche se, a causa dei cambiamenti climatici, se ne trovi sempre meno.

I cani sono sicuramente i protagonisti della cerca a uno dei prodotti della terra più prezioso: il tartufo. Senza loro impossibile trovarlo.  
Per questa attività, gli amici a quattro zampe sono ricercati e preziosi, anche dal punto di vista economico.
Le Marche sono tra le regioni italiane per il maggior numero di cavatori, sono 13 mila i tesserati. Un vero esercito alle prese, tutto l'anno, nella cerca delle diverse specie di trifola. 
Dal bianco al nero, si parla di una produzione di circa 50 tonnellate all'anno.
Tra tutti spicca il Magnatum pico, conosciuto meglio come bianco pregiato, tipico di questo periodo autunnale. Ma estati sempre più siccitose, legate ai cambiamenti climatici, fanno sì che se ne trovi sempre meno. La conferma arriva dai mercati delle città che lo commercializzano in regione: Amandola, Apecchio, Acqualagna, Sant'Angelo in Vado, Fossombrone e Pergola.
Ottima la qualità, pochissimo il prodotto, prezzi alle stelle. In base alla pezzatura, si parte dai 250 euro all'etto, per superare abbondantemente i 400 euro. 
La produzione dei tartufi nelle Marche crea all'incirca un giro di affari oltre 9-10 milioni di euro. Oltre al prodotto fresco, si commercializza molto il trasformato. 
Anche se il suo uso primario resta in cucina, dove il re della tavola conquista tutti, compresi gli chef stellati.