Le storie di Anastasiia Alashri, Alessandra Matteuzzi e Ilaria Maiorano

Basta violenza sulle donne

Tre femminicidi in quattro mesi nelle Marche. A uccidere sono stati mariti ed ex compagni. E come quasi sempre accade non mancano le denunce pregresse. Segno che c'è ancora molta strada da fare, come dicono forte i familiari delle vittime.

Aveva preso l'abitudine di parlare al telefono con la sorella quando rientrava da sola a casa, Alessandra Matteuzzi, perché sapeva di essere seguita e braccata dall'ex compagno. Lei, 56 anni, rappresentante nel settore dell'abbigliamento a Bologna. Lui, Giovanni Padovani, 27 anni, calciatore dilettante originario di Senigallia, aveva iniziato a controllarla ossessivamente. Alessandra lo aveva lasciato; poi, un mese prima di essere uccisa, lo aveva denunciato. L'uomo è in carcere, accusato di omicidio aggravato dallo stalking. I suoi telefoni sono stati sequestrati per capire come abbia stravolto e sorvegliato la vita di Alessandra, fino a quel 23 agosto.

Massacrata di botte anche Ilaria Maiorano. E' l'11 ottobre quando, a Osimo, viene ritrovata nel vecchio casolare in cui abitava. Il marito, Tarik Al Ghaddasi, subito fermato, parla di una caduta accidentale dalle scale. Ilaria ha il volto tumefatto, fratture alla testa e agli arti. Si è difesa come ha potuto. Il fratello, Daniele, sottolinea lo stato di bisogno, e il bisogno che lo Stato faccia di più per chi ha due figlie da mantenere e nessun lavoro.

Aveva un bambino anche Anastasiia, la giovane di 23 anni uccisa a Fano il 13 novembre e ritrovata il giorno dopo nelle campagne, dentro un trolley.
Era arrivata dall'Ucraina in guerra con il marito, Mustafa Alashri, e aveva trovato lavoro in una trattoria. Ma da quel marito Anastasiia aveva scelto di separarsi dopo anni di violenza. Se ne era andata, aveva conosciuto un'altra persona. Poi aveva presentato denuncia per maltrattamenti. E' stata accoltellata mentre recuperava in casa i suoi ultimi vestiti. Il marito ha provato a fuggire, ma è stato arrestato. Anastasiia, della qaule non conosciamo ancora il cognome d'origine, era prima di tutto un'insegnante di musica. Appena arrivata in Italia, aveva ricominciato le lezioni. Se ne avesse avuto il tempo, quello sarebbe stato il suo futuro.