Dopo la condanna

L'ordine dei medici valuterà se può riaprire il procedimento sul medico omeopata

Massimiliano Mecozzi è stato condannato in primo grado per la morte del piccolo Francesco Bonifazi per un'otite. Quasi certo il ricorso in appello. L'ordine valuterà se può procedere per eventuali sanzioni disciplinari

Valuterà già nelle prossime ore come procedere l'ordine dei medici di Pesaro Urbino nei confronti di Massimiliano Mecozzi, condannato a 3 anni per la morte di Francesco Bonifazi, 7 anni, deceduto il in seguito ad un'otite bilaterale batterica che affrontata con preparati omeopatici.

Mecozzi è tornato ad esercitare da pochi giorni: era fermo non in seguito a provvedimenti disciplinari per il processo, ma perché non si era vaccinato contro il covid. E' stato reintegrato dal primo novembre insieme ad altri 24 colleghi pesaresi dopo lo stop delle sospensioni per il medici no vax.
Su di lui pende anche un procedimento disciplinare del suo ordine, sospeso in attesa della sentenza giudiziaria: a breve sarà valutato se riaprirlo o se attendere che la sentenza passi in giudicato. Rischia la radiazione fino a 5 anni.

Sul piano giudiziaro è praticamente scontato il ricorso in appello dopo la condanna in primo grado.

Si attende la cassazione invece per il procedimento nei confronti dei genitori di Francesco Bonifazi: condannati 3 mesi per concorso, pena confermata in appello e sospesa.