Università di Urbino: lezione di Var

Ad Urbino un incontro promuove il Var. L'occhio elettronico per l'arbitro è nato cinque anni fa. Prossimo passo: far vedere le immagini chiave

L’aula magna esaurita come una curva. Un collegamento al piano di sopra per soddisfare la sete dei ragazzi. All’università di Urbino c’è lezione di Var, a cinque anni dall’introduzione. “E’ un passo notevole in avanti - spiega Davide Ballardini, tecnico di serie A considerato tra gli innovatori più avanzati - Più entri dentro all’uso dello strumento, più esperienza c’è e più ci sarà un miglioramento”. Anche Marco Bucciantini, giornalista e opinionista concorda: “Va digerito, puntualizzato, armonizzato tra Fifa e UEFA ma è certamente un progresso”. Luca Marchegiani, ex azzurro e oggi commentatore, pesa anche i numeri. “Se penso a quanti gol buoni che erano stati annullati e poi convalidati e viceversa non ho dubbi sul miglioramento”. Il rettore di Uniurb spiega il senso dell’iniziativa: “Ci piaceva verificare se davvero l’introduzione della tecnologia ha migliorato il gioco”. Se c’è un tema è quello del miglioramento dell’innovazione. “Il rischio è che si trovino due arbitri in campo. Forse serve un utilizzo più ponderato del Var. Restrizione? No, direi un riequilibrio”. E Marchegiani aggiunge: “Io aggiungerei più chiarezza alle decisioni non come nel football americano negli Stati Uniti con l’arbitro che spiega al pubblico ma magari facendo vedere a tutti nei maxi schermi in diretta l’azione chiave per la decisione”.