Cresce l'export marchigiano. I dati della Camera di commercio

Più 89 per cento influenzato dal boom del farmaceutico, ma anche gli altri settori fanno registrare dati positivi

E' quella delle Marche la crescita più netta dell'export nei primi nove mesi del 2022: un +89 per cento che risente però principalmente dell'impennata di esportazioni di farmaci prodotti nello stabilimento Pfizer di Ascoli, cresciuta di sette volte. Depurato dal settore farmaceutico, il dato sulla crescita dell'export marchigiano tra gennaio e settembre resta comunque rilevante: più 23 per cento, con un picco del 35,3 per cento nel Fermano. Un dato territoriale non casuale, dal momento che il tessile e calzaturiero è tra i settori che contribuiscono di più alla crescita del valore tendenziale: l'esportazione di calzature nei primi nove mesi di quest'anno sfonda quota un miliardo, valore superiore di oltre un terzo a quello dello stesso periodo del 2021, ma superiore anche a quello del 2019, pre Covid. Per il presidente della Camera di commercio Gino Sabatini, il dato è ancora più rilevante se si tiene conto della perdita di quote di mercato russo. Confortanti anche i dati relativi all'Agroalimentare, al Mobile e alla Meccanica. "La Germania - dice Sabatini - è il primo paese di riferimento per tutte le nostre imprese, la Francia è sempre sul podio, mentre Usa e Cina sono destinazioni importanti rispettivamente per mobile e moda".