La procura ha chiesto quasi 120 anni di carcere per i 12 imputati

Banca Marche, a gennaio la sentenza sul crack

Ultime udienze per le repliche dopo le arringhe di accusa, difesa e parti civili. Poi toccherà al collegio emettere il verdetto dopo un processo durato oltre tre anni.

Saranno gli avvocati della difesa dell'ex direttore generale, Massimo Bianconi, a intervenire nell'ultima udienza del processo Banca Marche il prossimo 23 gennaio. Si chiuderà così un cerchio dopo oltre tre anni di udienze. Il collegio presieduto da Francesca Grassi si riunirà lo stesso giorno per emettere la sentenza e provare così a definire - almeno in sede penale - le eventuali responsabilità di un crack da 2 miliardi e 400 milioni di euro.
La Procura di Ancona ha cercato, in sede di indagine, di circoscrivere le accuse andando ad approfondire 400 milioni di euro di prestiti agli immobiliaristi Lanari e Casale e poi al gruppo Ciccolella, a Canio Mazzaro. E proprio per questa ragione anche nell'ultima udienza difese e parti civili sono tornate a sottolineare come il processo andrebbe esteso.
Per le parti civili, invece, allargare il processo vorrebbe dire, invece, richiamare la Banca d'Italia che ha nominato i commissari del dopo Bianconi alle sua responsabilità nel peggioramento della situazione di Banca Marche; e quindi a partecipare ai risarcimenti. Il Collegio potrà, se lo riterrà, inviterà la Procura ad aprire nuovi filoni. Intanto, però, sarà chiamato a esprimersi sui 12 imputati - uno, l'ex presidente Lauro Costa, nel frattempo, è deceduto la scorsa settimana. 
Il crack di Banca Marche ha portato con sè migliaia di risparmiatori, reso più difficile l'accesso al credito nelle Marche. La Procura ha parlato di una responsabilità diffusa chiedendo quasi 120 anni di carcere per i 12 imputati. La pena più alta - 13 anni e mezzo - per l'ex direttore generale Massimo Bianconi.