"Bloccati all'uscita di sicurezza per diversi minuti"

Nel terzo processo per la strage di Corinaldo, continuano le testimonianze dei ragazzi presenti alla Lanterna Azzurra. Un vocalist: "Dal palco c'era chi diceva alla gente che la serata sarebbe continuata"

Nel caos all'interno della discoteca Lanterna Azzurra, mentre tutti cercavano di fuggire, dal palco c'era chi tentava di tranquillizzare la gente e farla rientrare nel locale, dicendo che la serata sarebbe continuata. A raccontarlo in aula è stato uno dei vocalist del locale, lo stesso uomo che trovò la bomboletta al peperoncino usata dalla banda dello spray, origine della fuga di massa. Nella terza udienza del processo - che vede imputati tra gli altri i componenti della commissione di pubblico spettacolo - sono stati sentiti alcuni dei ragazzi che in quella notte tra il 7 e l'8 dicembre del 2018 si trovavano nella discoteca di Corinaldo.

Le loro voci hanno ricostruito alcuni momenti della notte in cui persero la vita cinque adolescenti e una madre, schiacciati dalla folla. E in particolare quanto successo in corrispondenza dell'uscita di sicurezza verso la quale gran parte della folla si indirizzò: "La fila non scorreva - ha raccontato un giovane - siamo rimasti bloccati sulla rampa di uscita per diversi minuti". "E poi la balaustra ha ceduto come burro" ha detto un amico di Daniele Pongetti, una delle vittime. Tutti parlano di un locale strapieno.

Dei tre distinti procedimenti sulla tragedia, questo è il più lungo e complesso: altre venti udienze sono in programma fino a luglio. Ma le parti hanno concordato di acquisire le relazioni di alcuni dei consulenti tecnici, senza sentirli in aula. La procura inoltre valuterà se citare come testi Sfera Ebbasta - il rapper che doveva esibirsi nel locale - e il suo collega Fedez, che alla Lanterna era stato ospite di un'altra serata: i pm potrebbero scegliere di non sentirli, chiedendo - con il consenso delle altre parti -  l'acquisizione di quanto i due avevano dichiarato agli inquirenti durante le indagini.