La relazione della Corte dei Conti

Tagliata una prestazione sanitaria su 5 dalla pandemia

Il personale è stato assorbito dall'emergenza Covid, riducendo del 20% i servizi per tutte le altre patologie. Spesa sanitaria cresciuta di oltre il 40% in due anni

La pandemia ha cambiato alle radici la sanità. Ma adesso la relazione della Corte dei Conti sui servizi sanitari regionali racconta nel dettaglio cosa sia cambiato fra il 2019 e il 2022. A partire dalla generale riduzione delle prestazioni effettuate per tutto ciò che non era legato al Covid a causa della mancanza di personale assorbito dal'emergenza. Nelle Marche, ad esempio, le prestazioni non Covid sono calate del 20% passando dalle 193 mila del 2019 alle 154 mila del 2020, sostanzialmente in linea con la media italiana.

L'altro lato della media mostra, tuttavia, come il Covid abbia riacceso i riflettori sulla sanità con un aumento degli investimenti. In due anni, nelle Marche, la spesa è cresciuta di oltre il 40% arrivando a 38 euro pro capite anche se si tratta di appena l'1,3% della spesa complessiva in tema di salute: segno che gran parte delle risorse vanno per il personale e altre voci di costo fisse. In totale, il bilancio della sanità regionale vale poco meno di 3 miliardi di euro e nel 2021 ha visto le sue risorse aumentare del 2,8%. 

La Corte dei Conti riconosce il lavoro fatto dalle Marche nel corso della pandemia per aumentare i posti letto disponibili e la pianificazione di interventi sulle liste d'attesa. Osserva anche la qualità della spesa sanitaria. Sul fronte dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, le Marche ottengono un punteggio che colloca la regione nella fascia medio alta (anche se i dati si fermano al 2019). Ma è nell'area dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria in ambito domiciliare e residenziale, che si concentrano maggiori criticità. Solo 1,3 over 65 su 100 sono seguiti contro una media italiana di 1,8.