L'allarme delle aziende fornitrici

Proteste e ricorsi contro il payback sanitario

Secondo la norma nazionale i fornitori dovrebbero ripagare alle regioni metà delle sforamento del budget per i dispositivi medicali. Per le Marche 136 milioni di Euro. Decine le aziende coinvolte, numerosi i ricorsi al Tar del Lazio

La norma è nazionale, risale al 2015 ma applicata solo ora con il decreto aiuti bis: se le regioni sforano il tetto per acquistare dispositivi come siringhe, guanti, garze, metà dello sforamento deve essere pagato dai fornitori. Oltre 2 miliardi a livello nazionale, 136 milioni nelle Marche solo fino al 2018. 
Nell'azienda di Marconi, a Osimo, si fanno e rifanno i conti: totale sette milioni di euro da ridare alle regioni, quasi 900 mila euro alle Marche. 
Pagare avrebbe un peso sui bilanci.

Conseguenza: oltre 500 ricorsi al tar del lazio da tutta Italia, decine dalle Marche.

Le regioni applicano la legge, la palla ce l'ha il governo che, intanto, ha rinviato la scadenza per i pagamenti al 30 aprile. Nel frattempo si attendono le decisioni dei tribunali amministrativi, che potrebbero rinviare alla Corte Costituzionale.

Nel servizio le interviste a Stefano Marconi, presidente di una delle aziende fornitrici e all'avvocato Robert Egidi, che segue il ricorso al Tar del Lazio.