Un presepe vivente simbolo di integrazione al quartieri Piano, il più multiculturale della città

Cento figuaranti e botteghe artigiane lungo le vie fanno rivivere la Natività. La rievocazione è organizzata per il secondo anno dai Salesiani

Un viaggio immaginario verso la Betlemme di duemila anni fa, quello organizzato per il secondo anno dai Salesiani di Ancona: un presepe vivente che coinvolge molti giovani, di nazionalità differenti, e contribuisce non solo a rivitalizzare il quartiere del Piano, ma anche e soprattutto a incoraggiare la coesione della comunità; un presepe che è non solo rappresentazione di fede e tradizione, ma anche luogo di incontro dove sviluppare nuove amicizie e relazioni.

Ben cento figuranti, composti da famiglie e giovani che frequentano l’oratorio danno vita alla rappresentazione. Accanto a loro, ci sono anche tanti altri volontari, come i Pasquellanti, che portano canti e melodie della tradizione marchigiana.

Lungo il percorso, sono state realizzate numerose botteghe artigiane. Ognuna di esse offre una finestra sul passato, tra prodotti tipici e mestieri antichi.

Il quartiere dove tutto questo prende vita è quello del Piano, il più multuculturale, dove convivono persone di diversa provenienza e religione. Quello che a primo acchito può sembrare un ostacolo, si trasforma in una ricchezza: un presepe vivente che diventa così simbolo di accoglienza e dialogo e che, anziché dividere, unisce.