La strategia non violenta contro i cinghiali
Abbattimenti solo come ultima spiaggia. L'osservatorio faunistico ora punta su gabbie e dissuasori stradali. E anche olfattivi, come il peperoncino
Strategie anti-cinghiali alla ripartenza, e all'insegna del metodo non-violento. Vale a dire lasciando gli abbattimenti con i fucili, in questo periodo peraltro fermi per fare spazio alla caccia, come ultima risorsa. Così spiegano dall'osservatorio faunistico regionale.
Uno degli strumenti su quali si punterà sono i dissuasori stradali, già presenti in Umbria che in questo modo ha ridotto drasticamente il numero di incidenti stradali. Rilevano la presenza di fauna selvatica e ne segnalano la presenza agli automobilisti con segnali luminosi. Allontanano, al tempo stesso, gli animali con suoni come i versi di lupi e cani.
Intanto sulla via Matris di Campobasso, chiusa da novembre per evitare spiacevoli incontri, il mese prossimo dovrebbero arrivare le gabbie. Obiettivo, catturare il branco che vi staziona, e portare poi gli animali in un centro di stabulazione, cioè di confinamento. Qui poi il destino dei cinghiali potrebbe essere la macellazione.
In attesa delle gabbie, spiegano, si stanno monitorando gli animali, e si prova ad allontanarli con curiosi sistemi di dissuasione olfattiva. Insospettabile strumento di questa guerra non violenta, il peperoncino.
Si punta, infine, all'educazione della cittadinanza. Da chi smaltisce in maniera scorretta i rifiuti in strada a chi lascia il cibo per cani e gatti. Verranno monitorati, anche con telecamere, i luoghi dove spesso è stato trovato cibo. Cosa che - sottolineano dall'osservatorio della Regione - è parte del problema cinghiali.