Il Comune corre ai ripari

Caos anagrafe, 30mila torinesi aspettano la carta d'identità

Il primo appuntamento disponibile per il rinnovo del documento è ad agosto. Dal 4 febbraio in campo una task force: 160 risorse interne ed esterne in più e sportelli aperti anche nel weekend.

Si avvicinano i giorni della merla e come da tradizione spazio a freddo e nebbia. Ma per i torinesi che oggi prenotano un appuntamento per rifare la carta d'identità una certezza: quel giorno il clima sarà ben diverso. 2 agosto il primo giorno utile. L'11 la prima disponibilità all'Anagrafe centrale. Più di metà anno. Il Comune prova a correre ai ripari. 

"I tempi sono inaccettabili. Questo è giusto e onesto dirlo nei confronti dei cittadini - ammette Francesco Tresso, assessore con delega proprio all'Anagrafe e ai Servizi civici -. Abbiamo fatto una sorta di piano industriale sull'anagrafe introducendo varie misure: risorse umane innanzitutto, straordinari con aperture anche nel weekend e poi una diversa organizzazione degli uffici anagrafici". 

La task force scatta il 4 febbraio con 160 risorse interne ed esterne in campo. Sono proprio gli organici ad aver causato - il problema è annoso - i rallentamenti. Risultato: le carte d'identità in arretrato, a Torino, sono 30mila: "L'intoppo purtroppo ha radici antiche. Basti pensare che in due anni, dal 2019 ad oggi, le anagrafi hanno perso più del 30% degli addetti (da 270 oggi siamo a 192 che ci lavorano), il carico di lavoro non è diminuito anzi col Covid è aumentato, quindi c'è bisogno di innestare risorse fresche", conclude Tresso.

Il passaggio successivo sarà la riapertura delle tre sedi decentrate attualmente chiuse.