Protagonisti del Piemonte

Ernesto Olivero, una vita per la pace

La storia del fondatore del Sermig e dell'Arsenale della Pace.

Ernesto Olivero, una vita per la pace
Sermig
Ernesto Olivero

È uno dei volti del fiume di solidarietà che attraversa Torino. La particolarità di una città fatta da sempre di contrasti, ma anche di soluzioni, proposte, bene creativo. Ernesto Olivero è tutto questo. Nato nel 1940 a Pandola, in provincia di Salerno, da mamma campana e padre piemontese, si trasferisce a Chieri da bambino insieme alla famiglia. Lui che al sud veniva chiamato “il piemontese”, al Nord diventa “il meridionale”. Un modo, avrebbe raccontato anni dopo, per imparare a sentirsi dalla parte degli ultimi. 

La svolta per Ernesto arriva nel 1964, quando insieme alla moglie Maria e ai suoi amici decide di fondare il Sermig, il Servizio missionario giovani. All’epoca era uno dei tanti gruppi cattolici nati negli anni del fermento post conciliare. Obiettivo iniziale: sconfiggere la fame nel mondo, sostenendo opere e progetti dei missionari presenti nei cinque continenti. 

Ernesto Olivero con papa Paolo VI Sermig
Ernesto Olivero con papa Paolo VI

Raccolta fondi, campi di lavoro, iniziative benefiche. Ma la strada si sarebbe presto allargata, soprattutto grazie ad incontri con giganti dell’epoca come Madre Teresa di Calcutta, papa Paolo VI, Raul Folllerau, frére Roger Schutz, Giorgio La Pira. Fu proprio il sindaco di Firenze, impegnato da sempre sui temi della pace e del disarmo, ad allargare gli orizzonti del gruppo. “La Pira mi fece conoscere la profezia di Isaia – racconta Olivero – il sogno di un mondo in cui le armi non sarebbero state più costruite e i popoli non si sarebbero più esercitati nell’arte della guerra”.

I ruderi del vecchio arsenale militare di Torino Sermig
I ruderi del vecchio arsenale militare di Torino

Parole che affascinarono Ernesto e che presto misero radici nei ruderi del vecchio arsenale militare di Torino, affidato al Sermig nel 1983 a patto che fosse ristrutturato. “Servivano centinaia di miliardi per rimetterlo a posto. Noi non avevamo una lira, ma un sogno”. Effettivamente qualcosa avvenne. La notizia di quel gruppo di ragazzini disposti a trasformare un arsenale di guerra diventò contagiosa e gli aiuti cominciarono ad arrivare con centinaia di migliaia di giovani e adulti pronti a donare tempo, risorse e capacità. La fabbrica da cui erano uscite gran parte delle armi di artiglieria delle guerre del risorgimento e delle guerre mondiali diventò così Arsenale della Pace, oggi una casa sempre aperta per chi bussa, per chi cerca un riparo e il senso della vita, ma anche la testimonianza della pace che passa dalle opere di giustizia. Accoglienze per uomini di strada, per mamme e bambini, centri medici gestiti da volontari, una scuola di musica, spedizioni umanitarie in Paesi in difficoltà.

L'Arsenale della Pace oggi Sermig
L'Arsenale della Pace oggi

Da quella prima esperienza, negli anni sono nati altri arsenali nel mondo: l’Arsenale della Speranza a San Paolo del Brasile per gli uomini di strada, l’Arsenale dell’Incontro a Madaba in Giordania, per bambini e ragazzi disabili, l’Arsenale dell’Armonia a Pecetto Torinese per ragazzi in difficoltà. 

Olivero è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile per il suo servizio verso gli ultimi. Re Hussein di Giordania lo ha insignito del titolo di Al Kawkab di prima classe. L'organizzazione israeliana Keren Kayemeth Leisrael, in segno di riconoscenza gli ha dedicato la piantagione di 18 alberi sulle colline di Gerusalemme. La Path to Peace Foundation delle Nazioni Unite lo ha nominato Servitor pacis nel 1997. Nel 2002, per aver contribuito a risolvere l'assedio alla basilica della Natività di Betlemme, è stato insignito del titolo di Uomo di pace di Betlemme e Gerusalemme.

Madre Teresa, Giovanni Paolo II, e altre personalità lo hanno ripetutamente proposto per la candidatura al Premio Nobel per la Pace.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all'Arsenale della Pace Sermig
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all'Arsenale della Pace