Dopo gli scontri con la polizia

Gli studenti occupano altre scuole e attaccano la ministra Lamorgese: "Siamo uniti, non ci dividerà"

Proteste in sette scuole di Torino, al "Maxwell" di Nichelino e al "Majorana" di Moncalieri. In programma altre manifestazioni.

"La retorica di infiltrati nelle piazze, che quindi punta a separare gli studenti, a dividerli tra buoni e cattivi, non ha luogo di esistere. Gli studenti sono uniti, gli studenti sono scesi in piazza in modo unitario e attualmente stanno occupando le scuole in modo unitario". Giulia Ventrice studia al "Massimo D'Azeglio" di Torino, una delle scuole torinesi occupate dagli studenti.

Insieme ad altri rappresentanti degli istituti occupati risponde alla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, intervenuta in Parlamento sui fatti di Torino del 28 gennaio, gli scontri con la polizia: "Gli scontri avvenuti nella manifestazione di Torino hanno visto all'opera con un preciso ruolo di regia militanti di Askatasuna". 

Gli studenti torinesi dunque non ci stanno e continuano a protestare. Per ricordare la scomparsa del loro coetaneo Lorenzo Parelli, morto a Udine durante uno stage; per chiedere la riforma dell'alternanza scuola-lavoro. E per contestare la seconda prova scritta della maturità dopo due anni di didattica a distanza e lezioni a singhiozzo.

Attualmente sono sette gli istituti occupati a Torino. Dall'inizio delle agitazioni dieci, tre hanno smobilitato. Ma la protesta si allarga anche all'hinterland: sciopero nel cortile del "Majorana" di Moncalieri, proclamata l'occupazione all'istituto "Maxwell" di Nichelino e altre sono annunciate per la prossima settimana.

Nelle prossime ore nuove proteste sotto la Prefettura di Torino. Il 18 febbraio la mobilitazione nazionale degli studenti.