Juventus-Torino

Bremer-Vlahovic, che duello! Rivivi le emozioni del derby

Paga l'aggressività della squadra di Juric, che però nel primo tempo patisce psicologicamente il vantaggio di De Ligt. Nel secondo tempo la squadra di Allegri subisce il pareggio di Belotti quando sembrava in controllo, su assist di Brekalo

Bremer-Vlahovic, che duello! Rivivi le emozioni del derby
Ansa
Gleison Bremer, difensore del Torino, e Dusan Vlahovic, attaccante della Juventus.

Juventus-Torino, Vlahovic contro Bremer. Si è rivisto un derby d'altri tempi, all'Allianz Stadium. Un'autentica battaglia, dove l'1 a 1 fa sorridere però, inevitabilmente, Ivan Juric. Eppure, è successo di tutto nel derby di Torino. L'analisi della partita è in realtà un puzzle con mille sfaccettature. Il primo colpo di scena, già prima di scendere in campo: Rugani si fa male, allegri non ha più difensori centrali. Anziché rivoluzionare la squadra, magari arretrando Zakaria, Max preferisce scalare Alex Sandro accanto a De Ligt, inserendo Pellegrini a sinistra. Il Toro parte subito aggressivo: pressing alto e marcatura a uomo a tutto campo. Sono subito scintille tra Vlahovic e Bremer. Il serbo viene servito poco e male. Sui lanci lunghi e sulle palle verticali in genere, viene letteralmente sovrastato dal difensore brasiliano, che non sbaglia letteralmente un colpo. E anche quando Vlahovic ha la palla tra i piedi, le scelte sono quasi sempre sbagliate. Decisamente, non è serata. Allegri lo sostituirà, malinconicamente, nella ripresa. Un film già visto: Torino-Fiorentina. Finì 4 a 0. Non era un caso.


Sontuoso De Ligt

Ma se i granata premono come indemoniati, i bianconeri non stanno a guardare. Anzi, nel primo tempo Locatelli, Zakaria e Rabiot ribattono colpo su colpo. Non è stato casuale quindi nemmeno il vantaggio bianconero, con De Ligt che giganteggia nell'area avversaria spedendo la palla in rete. Milinkovic-Savic, ancora una volta, decisivo in negativo per il Torino: guarda la palla spiovere tranquillamente sul secondo palo, quando invece sarebbe dovuto uscire. Ancora un errore, l'ennesimo di questo pessimo, per lui, 2022. Il gol conferma invece che De Ligt si è preso la Juve. In difesa prestazione sontuosa, la sua, con chiusure prodigiose. E' la partita dei difensori. A questo punto, il Toro sembra sbandare, anche se la Juve non produce occasioni di rilievo. La conferma che, per il Torino, l'origine dei malanni di febbraio è soprattutto psicologica. Si rivedono vecchi fantasmi. Quel gol preso nel finale col Sassuolo sembra aver pesato parecchio.

Il canto del Gallo

Ma il derby è il derby, ormai tutto è alle spalle. I granata, così, entrano in campo nel secondo tempo rinfrancati. Eppure... eppure la Juve sembrava rispondere a tono, ed essere in controllo del match. Le cose hanno incominciato a prendere una piega negativa al 52esimo. Quando Dybala, il più in palla di un tridente che, nel suo complesso, ha steccato, dopo un tiro da fuori chiama il cambio. Solo un indurimento muscolare, dice Allegri. Cambio precauzionale, ma la Joya rischia di saltare il Villareal. Il sostituto, però, sembra essere quello giusto: Wes McKennie, uno che se c'è da battagliare, non tira certo indietro la gamba. Eppure... eppure il caos organizzato dell'americano, stavolta, non sembra funzionare. Perché il Toro non è solo tenacia e volontà di ferro. Ma ha anche il volto, e i piedi buoni, di Brekalo. Che, imbeccato da Vojvoda, supera Cuadrado e si inventa l'assist per il Gallo Belotti, che con una splendida girata spedisce in rete. Quarto gol nei derby per lui, in quella che potrebbe essere la sua ultima stracittadina. Alex Sandro non è un difensore centrale e si vede, andando a vuoto. E anche Szczesny non è immune da colpe: la girata del Gallo, per quanto bella, non sembrava imparabile. Per i portieri, non è serata.

Battaglia all'Allianz Stadium

Brekalo, sempre lui: migliore in campo, accanto al gigante Bremer. Inventa il colpo di tacco per Mandragora che sui piedi ha la palla del colpaccio per i granata: sarebbe la prima, storica vittoria all'Allianz Stadium. E una vittoria nel derby che manca dal lontano 26 aprile del 2015. Ma la storia sembra di nuovo materializzarsi, e allora la palla sibila alla sinistra di Szczesny, andando fuori di pochissimo. Poi, è solo battaglia: agonismo puro, anche se sostanzialmente corretto. L'ultima mezz'ora dimostra come il calcio può essere spettacolare anche senza gol, e perfino senza tiri in porta. Assunto che le due squadre prendono alla lettera. Finisce 1 a 1. Sorride il Toro, anche se nel finale Juric si lascia sfuggire un "Meritavamo di vincere". Ma per Allegri è un punto guadagnato: "A inizio stagione una gara così l'avremmo persa", sostiene il sensitivo Max. Che individua soprattutto nell'attacco, la chiave del match: non ne fa una colpa a Vlahovic, "è appena arrivato, diamogli tempo, non è un marziano". Ma a tutto l'attacco che, a suo dire, "è rimasto troppo statico e non è andato a cercare i punti deboli della difesa avversaria". Tradotto: se giochi sullo stesso terreno di Bremer, hai perso in partenza.