L'allarme

L'obbligo di Green Pass dimezza i guardaparco del Gran Paradiso

Già pesantemente sotto organico, hanno visto ridursi i loro ranghi in seguito alle sospensioni del personale No-vax. Non senza qualche tensione e divisione.


Servizio di Martino Villosio, montaggio di Paolo Monchieri. Interviste a Bruno Bassano, direttore Parco Gran Paradiso; e Piero Chabod, caposervizio guardaparco Gran Paradiso

"Noi abbiamo questa caratteristica, come Parco nazionale più vecchio d'Italia, di aver mantenuto la tradizione di un corpo di sorveglianza che deriva dal corpo delle guardie reali. E che è autonomo". Parola di Bruno Bassano, direttore del Parco del Gran Paradiso.

Sorvegliare un paradiso, grande quanto un parco e quanto l'orgoglio dei suoi custodi tra le valli piemontesi e valdostane. Un corpo unico, nel suo genere, in Italia. Ma anche sempre più magro: per mancanza di concorsi e, da qualche tempo, anche per l'impatto dell'obbligo vaccinale.

"Essendo le guardie equiparate alla polizia, ci sono state delle guardie che hanno scelto di non vaccinarsi. E questo ha costretto la direzione a una sospensione. A pieno organico il corpo di sorveglianza era previsto intorno ai sessanta elementi siamo attualmente in servizio circa la metà", spiega Bassano.

Una scelta, quella sulla vaccinazione, che ha prodotto divisioni. Anche tra i guardaparco del Gran Paradiso.