Le prime parole ufficiali del nuovo acquisto della Juventus

Vlahovic si presenta: "Non sono CR7"

"Il dna della Juventus è di combattere, questo fa parte anche della mia mentalità, per cui è stato facile scegliere la Juve". Così Dusan Vlahovic nel giorno della sua presentazione allo Stadium. Ha scelto la maglia numero 7 perché più vicina al suo 9

I ringraziamenti alla Fiorentina, l'orgoglio di far parte ella Juve e la voglia di ingranare, da subito. Dusan Vlahovic, alla Juventus, si è presentato così. Cristiano Ronaldo? Un ricordo ormai cancellato. "Il numero 7 dell maglia? Per me non significa nulla", ha detto Vlahovic. "Alla Juve tutti i numeri sono importanti. Ho scelto il 7 solo perché è il più vicino al 9". Idee chiare e voglia di mettersi a disposizione di mister Allegri, con qualsiasi modulo.

In una stagione fin qui tribolata, quella della Juventus, l'arrivo di Vlahovic per il tifo juventino è stato preceduto da un'attesa quasi messianica. Per qualcun potrebbe essere un peso, ma lui non si scompone: "Sono alla Juve, non ci sono scuse", taglia corto Dusan.

Lui che poteva scegliere anche altre maglie, a cifre superiori magari dalla Premier league. Ma candidamente, per il serbo, quella bianconera è stata una scelta "facile". "Facile" perché nel DNA Juve rivede le sue caratteristiche: determinazione e voglia di non mollare mai, anche nella sofferenza. Sullo sfondo, il convincimento pronunciato a chiare lettere che "nessun giocatore al mondo è in grado di vincere le partite da solo. A fare la differenza, è la squadra".

Trazione anteriore

Insomma, le distanze con l' "accentratore" Ronaldo non potrebbero essere più siderali. Vlahovic ha detto di non volerne ereditare nemmeno la casa, a Torino. Ma, bando alle chiacchiere, tutti ormai guardano alla prossima data cerchiata sul calendario: il 6 febbraio, all'Allianz, alle 20,45, c'è il Verona. Vlahovic, Dybala, Morata e Cuadrado nello stesso 11, per molti tifosi è un sogno, da vedere se lo sarà anche per Allegri: il sogno di molti tifosi è quello di vedere Vlahovic in un attacco con Dybala, Morata e Cuadrado, magari in un 4-2-3-1, oppure in un 4-3-3 con il colombiano di nuovo sulla linea dei terzini. Con la prospettiva, per Dusan, di giocare il prossimo anno con l'amico Chiesa. Contro il Verona, intanto, potrebbe non esserci Alex Sandro, positivo al covid.

Una Juve tutta nuova

Certo è che con Vlahovic sarà una Juve tutta nuova: c'è anche uno Zakaria in più a centrocampo, e l'opzione del giovane Gatti in difesa. Fatto, quest'ultimo, che potrebbe accendere nuove prospettive, il prossimo anno, per un De Ligt lontano da Torino. Ma questa è un'altra storia. La Juve di febbraio non ha più Ramsey, ormai da tempo fuori dai radar di Allegri. Né Bentancur, in altri tempi tra i pupilli di Allegri, e che quest'anno ha fatto segnare invece alti e bassi. Bianconeri anche senza Kulusevski, finora da catalogare tra le giovani promesse con un grande futuro dietro le spalle. Spetterà a lui, al Tottenham di Conte, smentire i critici.

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