Verbania

L'inganno del tempo sbarca al teatro Maggiore con "Vanitas"

Su il sipario, con donazione libera, sabato 5 marzo. L'ideatore Vanni: "Dopo la pandemia, la cultura ha una nuova responsabilità: aiutare le persone a ritrovare loro stesse e a immaginare il domani".

L'inganno del tempo sbarca al teatro Maggiore con "Vanitas"
Ufficio stampa
Il Teatro Maggiore di Verbania

Un viaggio per ripensare il tempo. Tra passato, presente e futuro, con Sant'Agostino, Galileo, Einstein e Picasso. Sabato 5 marzo al teatro Maggiore di Verbania debutta lo spettacolo "Vanitas, l'inganno del tempo". Ingresso con donazione libera che andrà al progetto di sostegno alimentare Emporio dei Legami.

L’ideatore, curatore e voce narrante dell’iniziativa è Maurizio Vanni: “Dopo la pandemia la cultura ha una nuova responsabilità: aiutare le persone a ritrovare loro stesse e a immaginare il domani”.

“Stiamo vivendo uno dei momenti più complessi della nostra storia - spiega ancora Vanni -. Il Covid-19 ha creato in noi disorientamento, stress, stati d'ansia e disagio di fronte a un mondo nuovo ancora da connotare. La cultura è sempre stata un acceleratore di evoluzioni, un elemento che stimola pensiero e riflessione, ma soprattutto un meraviglioso pretesto per accendere il desiderio di ripartire. È questo il pensiero che ci ha guidati nella produzione di uno spettacolo che avesse come punto fermo la responsabilità sociale delle arti”. 

In scena con lui, il violinista Francesco Carmignani, gli attori Francesco Bargi e Andrea Faver. “Fondendo narrazione, musica e teatro - conclude Vanni - trasporteremo il pubblico in una dimensione coinvolgente, che catturerà la sua immaginazione”.

La locandina di Vanitas, l'inganno del tempo Ufficio stampa
La locandina di Vanitas, l'inganno del tempo