Operazione anti droga dei carabinieri

Da Torino alla Slovenia. Smantellata una rete di narcotraffico

Le indagini del Nucleo Investigativo di Torino sono partite nel 2017 da alcuni arresti nelle strade della movida torinese, a seguito dei quali i carabinieri hanno raccolto elementi probatori per ricostruire la prepresunta filiera dei pusher.

 I Carabinieri del Comando Provinciale di Torino, con la collaborazione degli uffici esteri, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, dal GIP del Tribunale di Torino per gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 11 indagati (italiani, albanesi e polacchi)  per associazione finalizzata al narcotraffico internazionale e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Trenta le perquisizioni.  

Nel corso delle attività,  i militari dell’Arma hanno sequestrato sul territorio italiano oltre 80 chilogrammi di cocaina e più di 7 chilogrammi di marijuana, per un valore complessivo di 4,5 milioni di euro circa, arrestando in flagranza 8 corrieri che viaggiavano a bordo di auto appositamente modificate in Slovenia.

Sono state anche  ricostruite le rotte che in ipotesi d’accusa servirebbero per l’approvvigionamento delle sostanze illegali (rotta atlantica per la cocaina e paesi balcanici per la marijuana), destinate prevalentemente allo smercio nel nord Italia, in territorio sloveno, olandese, svizzero e tedesco. 

Le indagini del Nucleo Investigativo di Torino sono partite nel 2017 da alcuni arresti nelle strade della movida torinese (quartieri San Salvario e San Paolo), a seguito dei quali i carabinieri hanno raccolto elementi probatori per ricostruire la presunta filiera dei pusher, tutti centro-africani, per giungere ad un soggetto albanese, attraverso il quale produttori esteri, corrieri e acquirenti secondo gli elementi raccolti avrebbero concluso gli affari. Tutti gli indagati osservavano la massima cautela nelle comunicazioni anche attraverso l’utilizzo di piattaforme web. Imponente sarebbe stato il flusso di sostanze illegali giunte in Piemonte e in tutto il nord Italia, nonché la disponibilità finanziaria ricostruita, concernente  mezzi e unità abitative per garantire tali approvvigionamenti. 

Per quanto è stato accertato, l’organizzazione risulterebbe disporre di case affittate da ignari locatari a prestanome dell’organizzazione per lo stoccaggio dello stupefacente, autovetture di grossa cilindrata opportunamente preparate a mezzo di vani artigianali occulti per il trasporto delle sostanze su ruota, successivo allo stoccaggio conseguente all’arrivo via mare dal Sud America mediante tecnica del rip-off in porti nord europei.

Il procedimento penale è attualmente in fase di indagini preliminari con relativa vigente presunzione di innocenza per i soggetti citati. 

VIDEO - Le immagini dell'operazione dei carabinieri