La polemica

L'Università di Torino dà borse di studio agli studenti russi. Il Console di Kiev protesta

Il rettore Stefano Geuna ha ribadito che che l’università è luogo universale della formazione. Un diritto, questo, che non deve essere precluso a nessuno nell'interesse di tutti.

L'Università di Torino dà borse di studio agli studenti russi. Il Console di Kiev protesta
Ansa
Studenti in aula all'università di Torino

Fa discutere  la pubblicazione di due bandi da parte dell'Università di Torino riservati a studenti di nazionalità ucraina (20 borse da 3mila euro) e a colleghi russi e bielorussi (sempre 20 borse ma da 2mila euro l'una) con scadenza il 21 aprile. 

 

Il cosole onorario di Kiev Dario Arrigotti condanna  la motivazione che viene data nel secondo bando. "Aiutare gli studenti russi e bielorussi che si trovano in grave situazione di difficoltà economica - si legge nel bando - a seguito dell'insorgere della crisi internazionale ucraina ". 

 

"Non si tratta di una generica crisi internazionale, ma di una deliberata guerra di aggressione  - ha osservato il console - e questo non può passare inosservato".

Secondo il Console Arrigotti   è fuori luogo equiparare  lo stato di "grave difficoltà" degli studenti russi e bielorussi a quello degli studenti ucraini, che possono aver avuto vittime in famiglia, o non potranno alla fine degli studi tornare nella loro patria, perchè vivono in città distrutte dalle bombe, o sotto occupazione militare russa.

Il rettore Stefano Geuna ha ribadito che che l’università è luogo universale della formazione. Un diritto, questo, che non deve essere precluso a nessuno nell'interesse di tutti. Dall'ateneo di Torino arriva anche la precisazione che del finanziamento complessivo di quasi 700mila Euro per l’emergenza, meno del 7% è destinato a garantire le esigenze di sussistenza di studentesse e studenti russi e bielorussi iscritti a UniTo.