Manifestazione di fronte a Palazzo Lascaris

Sanità, flash mob delle minoranze contro i tagli all'assistenza psichiatrica

Presidio delle associazioni del Terzo Settore con i capigruppo dell'opposizione. Il documento di bilancio di cui oggi inizia l'esame in Consiglio prevede di ridurre gli stanziamenti per questo settore di circa il 20%, passando da 55 a 45 milioni.

Sanità, flash mob delle minoranze contro i tagli all'assistenza psichiatrica
ansa
ANSA

 Le minoranze di centrosinistra sono scese in campo davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, per dire "no ai tagli sulla non autosufficienza e la psichiatria", previsti dalla Giunta di Alberto Cirio nel bilancio 2022 della Regione. 

La manifestazione è un flash mob organizzato dalle associazioni del Terzo Settore prima dell'apertura della seduta di oggi, che avvia in Aula i lavori per l'approvazione del bilancio regionale. "Tagliare le risorse per i non autosufficienti e i disabili psichici - ha detto Mario Giaccone della Lista Monviso, presente con gli altri capigruppo delle opposizioni, che stanno prendendo via via la parola - significa colpire i più deboli e mettere in difficoltà malati gravi e le loro famiglie, una scelta grave e per noi inaccettabile". Il documento di bilancio prevede di ridurre gli stanziamenti per questo settore di circa il 20%, passando da 55 a 45 milioni.  

Alla manifestazione erano presenti i capigruppo Raffaele Gallo (Pd), Marco Grimaldi (Luv), Sarah Disabato (M5s), Silvio Magliano (Moderati) e alcuni consiglieri comunali torinesi - hanno esposto cartelli
con scritte come "non lasciamo soli i malati", "Cirio dov'è?" e "11.121 piemontesi in lista d'attesa per l'assistenza domiciliare".

Prima di entrare in Aula ha chiuso gli interventi degli esponenti regionali il vicepresidente di minoranza del Consiglio regionale Daniele Valle, del Pd. "Solo quest'anno - ha affermato l'esponente Dem - il taglio sul bilancio per questo settore è stato di 5 milioni, che si aggiungono ai 5 già tagliati nel corso dei tre anni precedenti.  In un momento come l'attuale, nel quale l'assistenza sta cambiando a causa dell'invecchiamento della popolazione, è una scelta miope e sbagliata, che scarica la pressione sulla sanità e sugli ospedali".