La scritta sulla schiena dall'Ucraina in via Garibaldi

"Se muoio questo è il tuo nome". Il dramma della piccola Vira sui muri del centro

L'anonimo artista, che si firma con lo pseudonimo John Sale: "Questo è un genocidio. Il mio è un punto interrogativo per i passanti".

"Se muoio questo è il tuo nome". Il dramma della piccola Vira sui muri del centro
Tgr Piemonte
L'opera apparsa in via Garibaldi, nel cuore di Torino

I passanti si fermano in via Garibaldi. Tra loro anche due mamme in bici. Davanti un murales. “Vira, se muoio questo è il tuo nome - si legge -, la bambina ucraina con la scritta sulla schiena". 

Poche parole ma che dicono tutto sulla disperazione della guerra. Un'immagine forte, che scuote le coscienze. Spiegare la guerra a una bimba che stai portando a scuola diventa un dovere davanti a un'immagine potente e disarmante. Anche solo per questo. La conferma che quell'immagine in quel luogo sia nel posto giusto, dopo aver saltato, quella vera, sulle pagine di siti e quotidiani, online e cartacei. 

“Non è vero che in amore e in guerra tutto è concesso...  - racconta l'anonimo autore, che si firma con lo pseudonimo John Sale - per quanto orribile sia la guerra ci sono meccanismi internazionali che andrebbero usati per tutelare i civili. Questo è un genocidio. I bambini sono il futuro del mondo. Queste scritte sono pennarelli e andranno via ma dalla psiche offesa e ferita di quelli che saranno gli uomini e le donne del futuro, come la piccola della foto prima e del murales poi, non spariranno. L'identità umana ridotta a un codice. Una rievocazione, se si vuole, anche pericolosa. Il rimando a altri codici scolpiti su altri corpi in un'altra guerra e in un altro secolo".

Un'immagine che è un punto interrogativo, una riflessione che l'artista porta a fare a chi viaggia su via Garibaldi. Passanti distratti e non visitatori di un museo, avvezzi all'arte. Questa è arte ma è realtà. E' denuncia e riflessione.

L'intento è quello di attirare lo sguardo di chi è preso dalla routine di una passeggiata in centro a Torino. Provare che anche in via Garibaldi le persone si stacchino dal telefonino per usufruire dell'arte più selvaggia, la street art.

"E se un'opera vista casualmente per strada fa fermare la gente, vuol dire che l'immagine tocca l'anima", continua l'autore, emozionato dai commenti della gente comune, disarmato davanti al racconto vero di chi la guerra ha costretto alla separazione dal marito rimasto a combattere.

Perché per strada può accadere di tutto. Che a fermarsi sia una ragazza ucraina con le lacrime agli occhi e ringrazi chi ha deciso di fissare quel momento su un muro di città. 

Video - La reazione di un passante