Ahmadreza Djalali è detenuto da sei anni nel suo paese d'origine

"Un atto di clemenza": lo chiede l'Upo per il suo ricercatore condannato a morte in Iran

Dopo la sospensione dell'impiccagione inizialmente fissata per il 21 maggio la magistratura di Teheran annuncia che si andrà avanti. L'accusa è di spionaggio. La speranza di un nuovo rinvio.


Un atto di clemenza per il suo ricercatore condannato a morte. Lo chiede l'università del Piemonte orientale per Ahmadreza Djalali. Per l'Iran è una spia da impiccare.   
E' detenuto dal 2016.

Servizio di Simona Marchetti