L'accordo siglato ieri

Autostrade torna allo Stato, Possetti: "Un colpo alle famiglie"

La cessione da parte di Atlantia dell'88 per cento di Autostrade per l'Italia a 8,1 miliardi di euro scatena la reazione del comitato vittime del Ponte Morandi: "Un tentativo di annebbiare la verità".

Autostrade torna allo Stato, Possetti: "Un colpo alle famiglie"
Ansa
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Atlantia ha ceduto Autostrade per l'Italia alla cordata formata da Cassa Depositi e Prestiti, presente al 51 per cento, Blackstone e Macquarie. Il consorzio acquirente ha rilevato l'88,06 per cento del capitale e dei diritti di voto della concessionaria per un controvalore di 8,198 miliardi “inclusa la ticking fee e al netto di minori altri aggiustamenti di prezzo previsti sempre dal contratto di cessione”.

La società torna quindi in mano pubblica a 22 anni dalla privatizzazione che aveva portato la cordata guidata dai Benetton ad una quota di controllo della concessionaria. Un'operazione contestata da Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo vittime ponte Morandi secondo cui con il perfezionamento della vendita “gli azionisti di ASPI passano al ritiro, con i sorrisi smaglianti e la loro valigia colma dei soldi degli italiani”. 

“Tanti cittadini -ha continuato la Possetti in una nota- forse non sanno che questi oltre 8 miliardi sono solo un piccolo acconto di tutti i fondi che dovremo sborsare, infatti le infrastrutture di cui lo stato riprende il controllo maggioritario sono malate gravi, che necessitano di investimenti cospicui, se qualcuno non se ne fosse accorto sono al collasso, nonostante i molti cantieri. A nulla è servita la nostra indignazione, a nulla è servita l’indignazione di alcuni parlamentari, cittadini, tecnici, questa vendita è stata perfezionata”.

"Non sono stati sufficienti 43 morti per rendere questa vicenda un reale punto di svolta, per poter dare un senso al dolore, per dare “paga” a chi non ha mai tenuto conto delle priorità, invece nulla. Su questa partita economica -ha continuato la Presidente del Comitato-  siamo certi che il giudizio della storia sarà implacabile, per ora vediamo solo il tentativo di annebbiare la verità, vediamo solo uscire a testa alta con sorriso sornione gli azionisti il cui unico intento in questi anni è stato avere utili, tanti utili, vediamo restare indifferenti coloro che avrebbero potuto cambiare le cose e ci sentiamo sprofondare ancora più nel fango. Ancora una volta un pugno allo stomaco alle nostre famiglie, uno smacco al nostro dolore, uno schiaffo agli italiani onesti. Nessuno in questo paese vuole cambiare, molti sperano che cali l’oblio, noi non possiamo permetterlo".