3000 tifosi alla commemorazione della tragedia di Superga

Profondo granata, alle radici del mito

Cairo su Belotti: resta? "Vedremo". Il capitano ha letto i nomi degli Invincibili. Don Robella: "qui il passato incontra il futuro". I tifosi radunati anche al Filadelfia

Emozioni forti, sul colle di Superga, con 3000 tifosi, di nuovo in presenza dopo due anni. Al termine della commemorazione il tecnico Ivan Juric si è detto “emozionato”. Pochi minuti prima, ancora una volta, capitan Belotti davanti alla Lapide degli Invincibili aveva scandito i nomi dei 31 Caduti di quel tragico 4 maggio del 1949.  

Nel corso della Messa celebrata da Don Robella, ha detto il sacerdote “Erano anni che mancavamo da Superga, nel luogo nel quale davvero celebrare il ricordo, poterci fermare oggi. Siamo tornati a casa. Siamo tornati con qualcuno di meno, penso a Cesare Salvadori. Siamo qui per mettere davanti a quella lapide il nostro cuore: qui il passato incontra il futuro”.

Il giorno del dolore, ma allo stesso tempo dell'orgoglio. Questo è il 4 maggio, giorno del ricordo della tragedia granata, quando l'aereo del Grande Torino cadde sulla collina torinese proprio sotto la basilica di Superga. Da 73 anni i tifosi del Toro, ma anche la città, vanno in processione per mettersi in silenzio davanti alla lapide che ricorda la sciagura che ha colpito al cuore il mondo del calcio e non solo.

Bacigalupo, Loik, Mazzola e tutti i loro compagni che dominavano il campionato ed erano nel mondo simbolo della vitalità dell'Italia del dopoguerra. E poi i nomi di giornalisti, tecnici e membri dell'equipaggio che erano su quel maledetto aereo. 

Già in mattinata la commemorazione ufficiale al cimitero con benedizione e deposizione di una corona commemorativa. Il ricordo del Grande Torino anche nell'illuminazione in granata della mole e dei ponti cittadini.