Proseguono le indagini

Ciclista morto, le associazioni chiedono più sicurezza sulle due ruote

Le richieste dei ciclisti dopo la morte del designer pugliese: "città a 30 km/h e maggiori responsabilità per chi guida i veicoli". Un gruppo di aderenti al Torino Bike Pride ha protestato di fronte al luogo dell'incidente bloccando il traffico

Si cerca di ricostruire la dinamica dell'incidente mortale dell'altra sera, vittima Francesco Angelo Convertini, trentatrè anni, di Locorotondo, designer che viveva a Torino. Il giovane è morto, travolto da una volante della polizia, mentre in sella alla sua bici stava attraversando sulle strisce. "Non vogliamo giustificazioni o attenuanti", attacca l'associazione Fiab Torino Bike Pride. "Nel 30% dei casi le collisioni stradali sono causate dall'eccesso di velocità. La consulta della mobilità ciclistica e moderazione del traffico chiede quindi alla Città di abbassare a 30 chilometri all'ora la velocità massima dei mezzi a motore su tutte le vie del territorio comunale, ad eccezione dei grandi assi di scorrimento". 
Ieri sera di fronte al Comune si è riunito un gruppo di ciclisti che ha organizzato una protesta.