Aveva portato l'ultimo libro in giro per le scuole e in televisione

Anche Farhad Bitani fra gli arresti dell'inchiesta sui permessi di soggiorno

Ancora da chiarire i fatti che vengono contestati allo scrittore di origine afghana.

Una notizia che ha sorpreso chi lo conosceva o ascoltato negli incontri pubblici di questi anni. C'è anche lo scrittore di origini afghane Farhad Bitani tra i nove arrestati nell'inchiesta sull'ufficio immigrazione della questura di Torino: il presunto giro di bustarelle e favori per velocizzare le pratiche dei permessi di soggiorno. Con lui sono finiti in carcere anche due poliziotti. 

L'ipotesi della procura è associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e diversi episodi di corruzione. Inchiesta partita dalla stessa questura con mesi di pratiche e procedure passate al setaccio. Poi la scoperta di diverse anomalie che hanno poi portato agli arresti. 

Al momento, non è ancora chiaro il ruolo dello scrittore, soprattutto gli episodi che gli vengono contestati. Di certo, un arresto che colpisce. Bitani era impegnato da anni come mediatore culturale. Nato nel 1986, figlio di un ex mujaheddin, ufficiale dell'esercito, poi rifugiato politico in Italia. Autore di un libro “L'ultimo lenzuolo bianco” portato ovunque , anche in tante scuole. Era il racconto della sua vita, la storia di un bambino cresciuto in mezzo alla violenza che da grande aveva scelto la pace e il coraggio di denunciare i crimini dei talebani e le contraddizioni del suo paese. 

Servizio di Noemi Romeo, montaggio di Paolo Monchieri