In attesa della pioggia

L'acqua dei bacini montani per risolvere l'emergenza idrica

Il Po ha una portata inferiore del 72 per cento rispetto alla norma. Pesa l'assenza delle acque di sorgente. La situazione meno critica ad Asti, la più complicata tra novarese e verbano.

La prolungata siccità delle ultime settimane sta colpendo il territorio con numeri allarmanti. La portata del Po è del 72 per cento in meno rispetto alla norma. Gli affluenti sono ai minimi storici. Condizione che ha spinto la Regione a chiedere lo stato di calamità naturale per l'agricoltura.

A mancare è l'acqua di sorgente insieme all'assenza di precipitazioni. Un combinato che ha colpito tutte le province ad eccezione di Asti che puo' contare su un 100 per cento di approvvigionamento da falda.
In tutta la Regione sono 170 i comuni che hanno emesso ordinanze per limitare l'uso dell'acqua mentre tra novarese e verbano ci sono stati 1000 interventi con le autobotti per portare acqua e 10 località interessate dal razionamento notturno.

Una soluzione immediata passa da un accordo con i concessionari per lo sfruttamento dei bacini di montagna e degli impianti di gestione idroelettrica della regione: un tesoretto con cui tamponare l'emergenza e sostenere per circa 20 giorni le colture del mais, della frutta, del riso.

in attesa di perturbazioni che, al momento, non si vedono all'orizzonte.

Servizio di Maghdi Abo Abia, montaggio di Paola Messina. Interviste ad Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte; Ercole Zuccaro, direttore Confagricoltura Torino.