Il movente una faida degli anni '60

I complici dell'ndragheta dietro l’omicidio Gioffrè

Per il delitto, avvenuto a San Mauro Torinese nel 2004, c'era già stata una condanna. Identificati ora dai carabinieri, grazie alle nuove tecnologie, gli altri presunti componenti del gruppo di fuoco.

I complici dell'ndragheta dietro l’omicidio Gioffrè
Tgr Piemonte
Carabinieri in azione

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dal GIP del Tribunale di Torino su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di due pregiudicati, uno dei quali già detenuto a Parma per altri reati, ritenuti affiliati alla ‘ndrangheta e gravemente indiziati dell’omicidio di Giuseppe Gioffrè, originario di Sant’Eufemia d’Aspromonte. L'uomo fu ucciso l’11 luglio 2004 a San Mauro Torinese, dove risiedeva.

Dalle indagini del 2004 era emersa la responsabilità di Stefano Alvaro, poi condannato per l’omicidio in via definitiva a 21 anni di carcere e ritenuto membro di un gruppo di fuoco composto da almeno altri 2 complici, all’epoca rimasti ignoti.

Ora la nuova svolta. Gli accertamenti tecnico-scientifici del RIS di Parma - in particolare su alcuni reperti rinvenuti nei pressi dell’autovettura bruciata utilizzata per commettere il delitto - hanno consentito di individuare nuovi elementi indiziari che hanno portato all’identificazione degli altri presunti componenti del gruppo di fuoco responsabili dell’omicidio.

Il movente, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe da ricondurre ad una faida risalente agli anni ’60, quando Gioffrè a conclusione di una disputa per ragioni commerciali uccise due esponenti della cosca Dalmato-Alvaro.