Opposizioni all'attacco

Edilizia, il Governo boccia la legge Marin

Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sulle “Norme di semplificazione in materia urbanistica ed edilizia”. È in contrasto con alcuni articoli della Costituzione, scrive il Cdm. La maggioranza difende il provvedimento.

Era stata approvata a fine maggio dal Consiglio Regionale, tra le critiche dell'opposizione. La legge sull'edilizia di piazza Castello è stata impugnata dal Consiglio dei ministri, perché scrive il governo, in alcune disposizioni è in contrasto con la Costituzione. Il provvedimento, che prende il nome dal consigliere regionale della Lega Valter Marin, rivedeva la normativa sul riuso e ristrutturazione di vecchi immobili e ruderi, pratiche edilizie e competenze nei comuni. Riguardava in particolare le ristrutturazioni, l'utilizzo dei rustici, del sottotetto, di interrati e seminterrati, la delocalizzazione dei fabbricati costruiti in aree a rischio idrogeologico. 

Secondo l'opposizione, una deregulation che permette una nuova cementificazione. Una legge scellerata, lo avevamo detto, attaccano Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Liberi Uguali Verdi. Difende invece la legge la maggioranza. "La Regione è convinta della bontà di una norma utile per il territorio e della sovranità del Consiglio regionale", ha commentato a caldo la giunta, "per cui come sempre avviene quando viene impugnata dal Governo una norma si valuteranno i punti su cui viene chiesta la modifica e tratteremo per difendere il provvedimento nelle sedi opportune".