Tra il 15 e il 16 luglio 1922 donne e giovani lottarono con i lavoratori

Mattarella ricorda le vittime delle violenze fasciste di Lumellogno

"Fu una delle pagine più significative della Resistenza" così il presidente della Repubblica. Le rivolte costarono le vite a sei persone e diversi feriti.

Mattarella ricorda le vittime delle violenze fasciste di Lumellogno
ansa
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

A distanza di cento anni, la Repubblica si inchina alla memoria di quei caduti". Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha inviato al Prefetto di Novara, Francesco Garsia. 

"La popolazione di Lumellogno si oppose con determinazione al dilagare della violenza fascista contro le organizzazioni dei lavoratori e le istituzioni democratiche locali, dando vita ad una delle pagine più significative e
sofferte della resistenza all’attacco che si manifestava in tutto il Nord-Italia contro le libertà costituzionali dell’epoca". Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Donne, anziani e giovanissimi, non esitarono ad unirsi ai lavoratori - che, da giorni, si
opponevano alle ripetute aggressioni - difendendosi con gli strumenti di lavoro quotidiano e sfidando i colpi delle armi da fuoco dei fascisti che provocarono 6 vittime e diversi feriti, manifestando quelle “elevate virtù civiche” e quei “profondi ideali di libertà e democrazia” che portarono nel 2007, al conferimento al gonfalone della città di Novara, per queste ragioni, della Medaglia d’Oro al Merito civile.


 

"Il loro sacrificio, la coerenza in quei valori hanno contribuito, nel tempo, a superare la dittatura che si era imposta e a costruire la democrazia nel nostro Paese, alimentando la consapevolezza in un percorso di libertà e crescita sociale fondamento della nostra Costituzione», ha concluso Sergio Mattarella.