Novi Ligure

Pernigotti, colpo di scena: i Turchi non vendono più

Il nuovo amministratore delegato della Toksoz annuncia la sospensione delle trattative e la volontà di presentare un piano di rilancio. Il ministero dello Sviluppo economico disponibile alla cassa integrazione. Ma prima vuole vedere il progetto

Pernigotti, colpo di scena: i Turchi non vendono più
Ansa
Nuovo capitolo della crisi Pernigotti.

Nuovo capitolo della vertenza Pernigotti. Alla nuova riunione del tavolo al ministero dello Sviluppo economico, la proprietà turca ha annunciato, a sorpresa, di aver sospeso le trattative per la vendita dello storico marchio con il suo impianto di Novi Ligure, e di voler presentare a breve un piano di rilancio. All'incontro erano presenti, per la proprietà, Ahmet Toksoz, patron del gruppo Toksoz, e il nuovo amministratore delegato dell’azienda Gokhan Inceoglu, oltre ai rappresentanti delle regioni Piemonte e Lombardia, al Comune di Novi Ligure e ai sindacati.

Ministero disponibile alla cassa integrazione

Nel corso dell’incontro, il coordinatore della struttura per le crisi d’impresa del Mise Luca Annibaletti ha ricordato ai vertici dell’azienda quanto già affermato nel corso del precedente incontro al ministero del Lavoro riguardo la necessità di chiarire il percorso che intendono intraprendere per garantire la continuità produttiva dello stabilimento piemontese e la tutela dei lavoratori. La proprietà dell’azienda ha informato di aver sospeso le trattative con i potenziali investitori e di voler avviare un piano di rilancio investendo proprie risorse. Il ministero dello Sviluppo economico, in accordo con le altre istituzioni presenti al tavolo, ha sottolineato che la possibile proroga della cassa integrazione per i lavoratori deve intendersi come uno strumento per consentire la ripresa del sito Pernigotti di Novi Ligure. Pertanto è stato richiesto che il piano di rilancio venga condiviso con le organizzazioni sindacali prima della prossima riunione in programma l’11 luglio al ministero del Lavoro.