Crisi idrica

Siccità, stato di emergenza in Piemonte e altre quattro Regioni. Stanziati 36,5 milioni

Per la nostra Regione disponibili 7,6 milioni di euro. Il presidente Cirio: "Serviranno per le opere più urgenti". La stima di Coldiretti: dopo il riso, anche la produzione del grano giù del 30 per cento.

Siccità, stato di emergenza in Piemonte e altre quattro Regioni. Stanziati 36,5 milioni
Ansa
Il Po in secca.

Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la crisi idrica in Piemonte, Lombardia, Veneto,  Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, fino al 31 dicembre 2022. Complessivamente il governo ha stanziato 36,5 milioni, di cui 7,6 destinati al Piemonte. “Serviranno a mettere in campo le opere di somma urgenza per dare respiro alla nostra rete idrica”, fa sapere il presidente della Regione Alberto Cirio in una nota, auspicando che “dopo lo stato di emergenza venga riconosciuto anche lo stato di calamità per la nostra agricoltura”. Seguirà un decreto ad hoc con la nomina di un commissario straordinario nazionale per la gestione della crisi.

La cifra riconosciuta al Piemonte non è molto lontana dal fabbisogno quantificato dalla Regione stessa per gli interventi più urgenti. Nei giorni scorsi infatti il Piemonte aveva già stilato un primo piano per raggiungere gli obiettivi di razionalizzazione nei consumi d'acqua e il miglioramento della rete idrica, con un elenco di 250 interventi per un valore totale di 121 milioni di euro. Di questi, 8 milioni servirebbero per le urgenze legate all'emergenza di questi mesi: potenziamento delle pompe, ripristino dei pozzi e interventi sulle dighe, che il futuro commissario dovrebbe poter autorizzare in deroga alle regole sugli appalti. La Regione poi ha già speso 800mila euro per le autobotti inviate in quei comuni dove i rubinetti sono già a secco. I restanti 112 milioni di euro serviranno per reti, acquedotti e serbatoi: servono progetti definiti, da finanziare con il piano nazionale di ripresa e resilienza che la task force della struttura commissariale potrà poi accompagnare nella loro realizzazione.

Dal riso al grano, intanto, l'emergenza siccità sta mettendo in ginocchio la maggior parte delle colture del Piemonte. Dopo l'allarme sulle produzioni risicole tra Novarese e Vercellese, in queste ore cresce la preoccupazione per il grano la cui raccolta si avvia alla conclusione. Una stima di Coldiretti attesta al 30 per cento in meno la produzione di grano piemontese per quest'anno. A salvarsi solo le eccellenze come quella del “Gran dij Bric” di Casalborgone, nella collina chivassese. Nel complesso su una superficie coltivata a grano di circa 15mila ettari, la resa stimata per il territorio torinese è passata tra 2021 e 2022 da 700 a 500mila quintali, con le spighe che per la siccità hanno prodotto dai due terzi alla metà dei chicchi di una stagione normale. E nelle aree toccate dalle recenti grandinate il calo arriva per alcuni campi anche al 100 per cento.