Firmato un accordo sindacale per migliorare gli incentivi precedenti

Stellantis: nuovi incentivi e un percorso di ricollocazione attiva per 1820 uscite volontarie

Accordo siglato da Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr.

Accordo tra Stellantis e i sindacati per l'uscita volontaria dall'azienda di 1822 dipendenti, per oltre 700 dei quali già concordata. L'intesa è stata firmata da Fim, Uilm, Fismic, Uglm e dall'Associazione Quadri E Capi Fiat ma non dalla Fiom che parla di ennesima iniziativa in direzione di uno svuotamento di Mirafiori.
Il grosso infatti dell'intesa riguarda proprio torino, con 622 delle nuove uscite che appartengono agli enti centrali. Insomma impiegati e progettisti - che oggi sono poco meno di settemila - e che rappresentano il cuore dell'azienda, lavorando per il funzionamento di tutti gli stabilimenti.

Per l'esodo, l'intesa introduce un meccanismo innovativo. Prevede che, per chi lo desidera, Stellantis a metta a disposizione uno strumento di collocamento, e in quel caso si impegni a che la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga soltanto nel momento in cui la persona accetti un altro impiego già concretamente individuato presso un'altra società.

Si tratta di un accordo positivo - commentano i sindacati firmatari in una nota - sottolineando che sono stati migliorati gli incentivi già previsti - si parte una base di 55mila euro di buonuscita - e che i nuovi esodi rappresentano appena il 3,7% dei 49mila dipendenti di Stellantis in Italia.
Di altro avviso la Fiom. "Con queste ulteriori 600 uscite dagli Enti Centrali, nel giro di un anno esatto arriviamo a un totale di 1400 solo nelle strutture impiegatizie e a ben 2900 su tutta l'area di Mirafiori, segnale particolarmente negativo perché sta andando via chi che progetta, ingegnerizza e sviluppa il prodotto".
 

I dettagli dell'accordo

Per chi può raggiungere la pensione entro 48 mesi, gli incentivi saranno tali da garantire per i primi 24 mesi, incluso il trattamento di Naspi, il 90% della retribuzione e per i restanti 24 mesi il 70% della retribuzione più un importo pari ai contributi volontari da versare.
Per gli operai che non raggiungono la pensione, l’incentivo sarà pari 24 mensilità e comunque a non meno di 55.000 euro, a cui vanno aggiunti 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre. Per gli impiegati e i quadri che non raggiungono la pensione, l’incentivo varierà in base all’età: per chi ha almeno 50 anni, 24 mensilità per un importo comunque non inferiore a 55.000 euro; per chi ha tra 45 e 49 anni, 18 mensilità; per chi ha tra 40 e 44 anni, 12 mensilità; per chi ha meno di 40 anni, 6 mensilità; in ogni caso a dette mensilità si aggiungeranno 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre.