Liberalizzazioni

DDL Concorrenza, la protesta dei taxi a Torino

Oltre 200 operatori in piazza contro il disegno di legge che prevede lo sviluppo di forme di mobilità alternative. Dove, secondo i manifestanti, a prenderne il controllo sarebbero le multinazionali e gli operatori senza licenza.

Corteo di 200 tassisti oggi in centro a Torino, da piazza Vittorio a piazza Castello. Motivo della protesta il DDL Concorrenza: “Ora basta, devono ascoltarci”. In testa alla lunga colonna di auto uno striscione con la scritta “Taxi Torino” e cartelli contro il premier Mario Draghi. “Il DDL Concorrenza - spiegano i manifestanti - è un modo per affossare la categoria in favore delle multinazionali. Chiediamo lo stralcio dell'articolo 10 in quando, dovesse passare, diventeremmo schiavi degli algoritmi. Abbiamo licenze, e abbiamo fatto sacrifici per averle. Non vogliamo che tutto ciò venga distrutto per fare un favore alle multinazionali”. Una delegazione di tassisti è stata ricevuta in Prefettura.

I punti contestati

L'articolo 10 prevede una delega al Governo per l' "adeguamento dell'offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante l'uso di applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l'interconnessione dei passeggeri e dei conducenti". In pratica, il Governo dovrà varare un decreto legislativo per disciplinare nuove forme di mobilità per mettere in contatto passeggeri e conducenti. Dove i tassisti si troverebbero in concorrenza con colossi come Uber e Lyft e, di conseguenza, con semplici cittadini disposti a trasportare passeggeri. Altro punto contestato del DDL Concorrenza, quello che chiede la "promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati".